Garda, Goletta Laghi: inquinati 13 punti su 19

Lunedì la campagna di Legambiente ha messo in mostra i dati sui prelievi effettuati. Nei limiti di legge solo in Trentino, male sul bresciano e Veneto.

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(red.) Lunedì mattina 17 luglio Legambiente ha presentato i risultati della quinta tappa della Goletta dei Laghi e che ha puntato l’attenzione sul Garda, con le analisi microbiologiche dei campioni prelevati. Sulla sponda bresciana restano delle criticità e nel frattempo Legambiente ha anche presentato il dossier “Goletta dei Laghi 2017” sui bacini del nord Italia e lo stato di salute generale. “L’obiettivo della Goletta dei laghi non è solo denunciare situazioni critiche per la qualità dell’acqua, ma anche stimolare un dialogo tra le diverse amministrazioni e le autorità di controllo in un’ottica di sistema.

Il lago rappresenta già di per sé uno straordinario tavolo di confronto, che deve superare le mere competenze locali – dicono dalla campagna di Legambiente.- La balneabilità delle acque e la gestione del territorio in nome della tutela degli ecosistemi lacustri e della biodiversità, devono essere considerati strumenti importanti per promuovere la qualità del territorio varesotto dando più forza anche a un turismo sostenibile”. Per quanto riguarda il Garda, su 19 punti controllati, 3 sono risultati inquinati e 10 fortemente inquinati. Sulla sponda trentina del Benaco i dati sono entro i limiti di legge, mentre sul fronte lombardo l’acqua risulta fortemente inquinata tra Toscolano Maderno e Boiaco.

Un altro punto inquinato è a Salò alla foce del canale in zona Le Rive, a Padenghe alla foce del torrente vicino al porto, a Desenzano allo scarico dello sfioratore in Maratona, a quello della Spiaggia d’Oro e a sud della Lega Navale. Questi ultimi tre entrano per la prima volta nella campagna di Legambiente e dopo le segnalazioni dei cittadini. Sono inquinati i punti rilevati a Toscolano Maderno alla foce del torrente Toscolano e a Salò alla foce del torrente Barbarano dove la situazione è peggiorata. Entro i limiti, invece, a Toscolano Maderno della Spiaggia Riva Granda, a Padenghe alla foce del torrente Rio Maguzzano e a Desenzano del Garda alla foce del canale di via Francesco Agello dove ci sono stati dei miglioramenti.

In Veneto, sono fortemente inquinati i campioni alla foce del torrente Gusa, a Lazise alla foce del torrente Marra, a Castelnuovo del Garda alla foce del Rio Dugale dei Ronchi, a Valeggio sul Mincio in zona depuratore e a Bardolino alla foce del torrente San Severo. Inquinato il Pai alla foce del canale di via Pai di Sotto, mentre sono nei limiti Peschiera del Garda alla foce del torrente Rio Sermana e a Valeggio sul Mincio nel fiume di Salionze. “I dati relativi al lago di Garda dimostrano come non sia più possibile perdere ulteriore tempo nel trovare una soluzione per sistemare le situazioni critiche ricorrenti come a Desenzano, Salò e Padenghe del Garda – dicono da Legambiente Lombardia.- Una condizione inaccettabile se si considerata la grande affluenza di turisti e di bagnanti.

Auspichiamo che si attivi un percorso condiviso tra le regioni Veneto e Lombardia, affinché si trovino le risorse per un nuovo collettamento delle acque reflue. La Lombardia sconta il fatto che in troppe province Ato e enti gestori hanno avuto un processo lungo di aggregazione e ancora molto rimane da fare. La salute dei cittadini e del lago non può più aspettare”. Dal punto di vista delle proposte di Legambiente per il lago, si parla di un progetto definitivo ed esecutivo per il nuovo impianto di collettamento aperto anche alle parti di territorio connesse ma che non raggiungono come scolo lo stesso impianto. Poi limiti di edificabilità, turismo e viabilità, uno studio approfondito sulla fascia perilacuale con la rinaturalizzazione. Anche la valutazione dello stato di salute dei corsi d’acqua che finiscono nel lago, prelievi periodici sugli inquinanti e un Osservatorio Interregionale per il Garda.

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