Brescia, raccolta differenziata in aumento

Dati presentati: nei primi due mesi del 2017 si è arrivati al 52% rispetto al 44% del 2016. Ma nelle zone dove il servizio è attivo da più tempo si è giunti al 65%.

(red.) La raccolta differenziata dei rifiuti tra le mura della città di Brescia e nei quartieri dipendenti da palazzo Loggia è aumentata. Lo dicono i risultati sui primi due mesi del 2017, presentati in una conferenza stampa martedì 14 marzo dall’assessore all’Ambiente Gianluigi Fondra e dai vertici di Aprica che svolge il servizio. Parlando di numeri, la differenziata è passata da poco più del 44% dell’intero 2016 al circa 52% attuale. Il dato riguarda tutta la città e quindi rappresenta una media, tanto che le zone est, ovest e sud, dove il nuovo servizio è attivo da più tempo, si è arrivati al 65%.

L’assessore Fondra ha sottolineato che “tutti gli obiettivi di legge sono stati raggiunti”, specificando anche come “il 90% dei bresciani ha ritirato il kit della nuova raccolta dei rifiuti”. Un altro dato riguarda la produzione della spazzatura, calata dell’11,8% nei primi due mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per quanto riguarda la differenziata, si segnala un aumento esponenziale dell’organico, con +68% e della plastica con +122%. Tuttavia, il fenomeno dei furbetti che lasciano i sacchetti fuori dai cassonetti resta stabile, ma secondo l’assessore si sta riducendo.

Sul bilancio è intervenuto anche il sindaco Emilio Del Bono aggiungendo che “i dati sono oltre le previsioni”. E risponde alle critiche delle associazioni ambientaliste che parlavano di fallimento, ma “perché nel 2016 in diverse zone il nuovo servizio non era ancora partito”. Sottolinea anche come “la tassa sui rifiuti non è aumentata, anzi diminuita per alcune categorie”. L’altra vicenda “calda” riguarda le polemiche scoppiate nei giorni precedenti sui rifiuti in aumento destinati al termovalorizzatore. “Non siamo contenti perché vogliamo ridurli – rivela il primo cittadino – ma vogliamo anche capire come inciderà sulla produzione di energia l’eventuale riduzione. Stiamo aspettando i dati scientifici dell’indagine commissionata alle università”.

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