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La giornata di Mattarella tra i bresciani

Il Capo dello Stato ammirato dall'accoglienza della città. Sorpreso dalla bellezza del complesso di Santa Giulia. Ma polemiche per l'assenza dei leghisti.

(red.) Ammirato dall’accoglienza dei bresciani e sorpreso dalla bellezza del complesso museale di Santa Giulia. Sono i sentimenti che martedì 6 settembre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha condiviso nella lunga visita, per tutta la giornata, nella nostra città. Accolto dalle massime istituzioni cittadine, provinciali e regionali, il Capo dello Stato si è primo soffermato per un momento di riflessione davanti alla stele in piazza Loggia. Ha deposto una corona di fiori al simbolo che ricorda gli otto morti e i feriti della strage del 28 maggio 1974. Poi ha stretto mani e salutato i bresciani dietro le transenne per un bagno di folla che lo ha portato verso il palazzo di giustizia.
Qui, nella seconda tappa, ha tolto il velo alla scultura dedicata a Mino Martinazzoli e alla targa con cui l’aula della Corte d’Assise prende il nome del democristiano di cui ricorre il quinto anniversario della morte. Proprio la figura del politico bresciano campeggiava sul maxischermo al teatro Grande, dove Mattarella ha rivolto il suo discorso ufficiale alla comunità formata da sindaci, istituzioni e associazioni del mondo del lavoro, del sociale e volontariato. “Vorrei esprimere l’apprezzamento ai sindaci per il ruolo svolto nel governo dei comuni – ha esordito il Capo dello Stato – i comuni costituiscono l’ossatura della democrazia. In ogni Paese ciò che unisce è di gran lunga più importante di ciò che divide. E’ emerso in questi giorni come la coesione sia decisiva per affrontare i problemi che si presentano”. E ispirandosi alla figura di Martinazzoli ha sottolineato che “la politica mite non è affatto una politica debole”. Durante lo stesso incontro, nel suo intervento il sindaco Emilio Del Bono ha aggiunto come anche “Brescia sia colpita dalla crisi e dal fenomeno dei migranti per il quale serve tempo. I bresciani sono ruvidi, ma di grande cuore”.
Ma a far rumore, come era già stato annunciato, è stata l’assenza della gran parte dei sindaci della Lega Nord. Il Carroccio aveva anticipato di voler disertare perché contro la posizione del presidente Mattarella sull’immigrazione. Un’assenza che ha fatto dire al resto dei presenti come si sia persa un’occasione. Da più è stato sottolineato come il rispetto dell’istituzione del Capo dello Stato ci debba sempre essere. La visita del presidente è proseguita al complesso museale di Santa Giulia, tra il museo, il Capitolium e il teatro romano. Un tour che sembra sia piaciuto al presidente, tanto da restare più del previsto e ammirato dalla Vittoria Alata. Poi il passaggio al Fatebenefratelli dove ha tolto il velo dalla lapide che racconta la sua visita del giorno e infine all’istituto Paolo VI di Concesio. Qui, accompagnato dal sindaco Stefano Retali, ha visitato la casa natale del pontefice bresciano, la collezione di arte contemporanea e visionato alcuni documenti scritti dal prelato prima di mettere la sua firma.

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