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Macogna, Drr: a settembre vogliamo riaprire

L'azienda proprietaria della cava ha rimosso tutti i rifiuti inquinanti come prescritto dal Tar. Sta adottando altre indicazioni per essere in regola.

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(red.) L’azienda Drr di Brescia è pronta a riaprire, a settembre, la discarica Macogna presente tra i comuni Rovato, Travagliato, Berlingo e Cazzago San Martino. Il privato, infatti, ha fatto sapere di aver concluso la bonifica dei rifiuti inquinanti e come è stato disposto da una sentenza del Tar di Brescia. La cava è destinata a ospitare 1,35 milioni di metri cubi di materiali inerti, ma era stata sequestrata nel momento in cui un laboratorio cui si era affidato il comitato anti discarica e l’Arpa avevano accertato concentrazioni oltre i limiti.
Dall’altra parte c’è la scarsa collaborazione tra i comuni, visto che solo Cazzago ha deciso di impugnare al Consiglio di Stato la sentenza del Tar che autorizza la cava, pur con tutte le prescrizioni del caso. La prima, quella di rimuovere i rifiuti, è stata portata a termine. La Drr ha anche presentato alla Provincia un piano di monitoraggio sul quale lo stesso Broletto dovrà pronunciarsi. Sarà attivato anche un gruppo di due anni con l’università degli Studi di Brescia, mentre a settembre è in programma un convegno con relatori dell’Arpa e Asl per parlare delle discariche.
L’azienda proprietaria della cava dice di aver avuto un danno economico da 500 mila euro tra il mancato guadagno e le spese per la bonifica, ma a settembre conta di riprendere l’attività. Pur tenendo conto che serve il parere della Provincia e si attende di capire cosa farà il comitato “No Macogna”. Senza dimenticare che, oltre al Consiglio di Stato, c’è un’inchiesta giudiziaria in corso per stabilire se il sito potrà essere dissequestrato.

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