Asst Garda, stato agitazione lavoratori: incontro in Prefettura

MAartedì 21 giugno il vertice a Brescia con le sigle sindacali che hanno annunciato lo stato di agitazione dei 2400 addetti. Sotto la lente ferie non godute, straordinari non pagati e organizzazione dei presidi sanitari.

Garda bresciano. «A seguito della mancata convocazione richiesta alla Direzione Generale dell’ Asst Garda per le numerose difficoltà segnalate dalle lavoratrici e dai lavoratori, si sono svolte tre assemblee nei presidi di Manerbio, Gavardo e Desenzano, si è condiviso con i numerosi lavoratori presenti e la Rsu, la necessità di dichiarare lo stato di agitazione».
Lo scrivono, in una nota congiunta le sigle di Cgil, Cisl, Uil, Nursind, Nursingup che hanno ottenuto un incontro in Prefettura a Brescia, martedì 21 giugno alle 9,30, «per il tentativo di conciliazione con la Direzione della ASST Garda», dopo la proclamazione dello stato di agitazione dei lavoratori ed addetti dell’azienda sanitaria locale gradesana.

«Le scriventi Oo.Ss- si legge nel comunicato- proclamano lo stato di agitazione del personale dell’ Asst Garda».
Il motivo? «Da molti mesi la situazione del personale del comparto nei presidi ospedalieri e territoriali di Desenzano/Lonato, Manerbio /Leno e Gavardo/Salò è critica per la mancanza di tutte le figure professionali medici, infermieri, tecnici, amministrativi ed Oss. La Direzione più volte sollecitata sull’argomento si è limitata a convocare, tardivamente, un tavolo tecnico con l’intento di definire le dotazioni organiche, tavolo che non ha portato a conclusioni in quanto l’amministrazione definisce il fabbisogno di personale solo alla luce dei minuti assistenziali, senza tenere conto del modello organizzativo presente in ogni singolo reparto per garantire maggior sicurezza e qualità dell’assistenza».

«All’approssimarsi del periodo di ferie estive si è evidenziato che nonostante la contrazione dei posti letto messa in campo dall’azienda (-53posti letto a giugno, – 63 a luglio ed agosto e -53 a settembre) il personale non riesce ad effettuare le tre settimane di ferie estive previste dal contratto, se non con salti di riposo programmati con passaggio a turnazione a 12 ore e ricorso a liberi professionisti per coprire alcune situazioni di particolare carenza (ostetriche) appesantendo ulteriormente la già grave situazione dei carichi di lavoro».

«I dati forniti dalla Direzione relativi alle ferie e ore straordinarie arretrate negli anni rappresentano un numero esageratamente alto: 236.000 ore accumulate dai dipendenti e 25.907 giornate di ferie arretrate ancora da godere, debito che ricade quasi tutto sulle spalle del personale turnista. La Direzione ha ignorato le plurime richieste di incontro, troncando di fatto qualsiasi relazione sindacale».

«Sottolineiamo- scrivono i sindacati- che gli accordi sindacali risalenti al 2021 che riconoscevano incrementi economici ai lavoratori, benché deliberati, non sono ad oggi ancora stati pagati ed i lavoratori lamentano anche un credito economico (ci riferiamo all’accordo multi turno, accordo reperibilità, accordo incarico di funzioni, performance.) L’azienda vive uno stato di stallo decisionale, le assunzioni deliberate si concretizzano in modo molto lento per la cronica mancanza di figure amministrative all’ufficio Gestione Risorse Umane mentre continua lo stillicidio di dimissioni dovuto al fatto che l’azienda ha perso attrattività. La graduatoria del part-time le cui domande sono state depositate entro il 31/ 3, non è ancora stata pubblicata determinando difficoltà nella gestione quotidiana del rapporto famiglia lavoro da parte del personale».

«In data 8-9-10 giugno 2022, durante le assemblee con le/i lavoratrici/ori, è emersa una situazione di stanchezza diffusa dovuta ai continui salti di riposo, rientri, mancato rispetto della turnazione, la rabbia per i mancati riconoscimenti economici spettanti, e il voler palesare la situazione di disagio vissuta in questa azienda. Come organizzazioni sindacali, abbiamo attuato ogni possibile sforzo per continuare a dialogare con l’amministrazione con la speranza di poter giungere a soluzioni condivise, tuttavia l’aggravarsi della situazione legata alla carenza di personale, la totale assenza di risposte concrete e la mancanza di disponibilità della Direzione ci impone di intraprendere ogni possibile azione a tutela dei diritti dei lavoratori».
Cosa chiedono i sindacati dei lavoratori? Che venga avviata «la procedura preventiva di raffreddamento e conciliazione ai sensi della normativa vigente e si avanza richiesta di incontro con il Prefetto».

«Qualora l’incontro conciliativo tra le parti non dia riscontro positivo, le scriventi riterranno adempiuto l’obbligo dell’esperimento delle procedure di raffreddamento e conciliazione, e pertanto legittima, sotto tale profilo, l’adozione di tutte le azioni sindacali necessarie, compresa la proclamazione dello sciopero, assicurando in ogni caso il rispetto delle misure sanitarie imposte dalle autorità e il rispetto dei contingenti minimi previsti dalla normativa vigente».

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