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Il congresso Fnp Cisl Lombardia apre con un applauso a Mattarella

(red.) L’11esimo congresso della categoria dei Pensionati di CISL Lombardia, sindacato che rappresenta oltre 305mila iscritti e vanta una presenza capillare in tutte le province, con sedi e recapiti in quasi ogni comune, si è aperto con un applauso al Presidente Sergio Mattarella, “riconfermato “per fortuna” nel ruolo. A lui vanno i nostri ringraziamenti – ha detto Osvaldo Domaneschi, segretario generale di FNP Lombardia -, per il grande senso di responsabilità e disponibilità ancora una volta dimostrati e gli auguri per l’alto incarico che gli è stato conferito, con un ampio consenso proveniente da una politica che stava arrancando, tra tatticismi, litigi e guerre intestine. Un riconoscimento ad una persona stimata e apprezzata dai cittadini, ma anche a livello europeo e internazionale. La scelta fatta rafforzerà anche il governo Draghi, col quale tutto il sindacato confederale dovrà ritrovare una forte unità d’intenti e dimostrare capacità di interlocuzione, con fermezza e senso di responsabilità, capace di una visione ampia sul futuro del nostro Paese”.

Poi, la relazione del segretario generale uscente si è incentrata su sanità, politiche sociali e fisco: su questi temi, FNP CISL Lombardia chiede risposte immediate al governo, con particolare attenzione alla riforma fiscale per la quale urge dedicare attenzione ai pensionati. Ma, alla sua stessa “base”, Domaneschi ha chiesto uno sforzo ideale e effettivo per “creare condizioni e non ignorare il disagio delle nuove generazioni , perché oggi la povertà è più diffusa tra i giovani, anche nella nostra ricca Lombardia. Con le nostre “ricette”, le nostre proposte e le nostre idee, vogliamo trasmettere speranza, costruire nuove certezze, tentando di esplorare il futuro”.

Dalla location di Castelnuovo del Garda, i delegati di una delle più grandi categorie sindacali dei pensionati a livello nazionale, hanno potuto apprezzare iniziative e risultati ottenuti nel corso dell’ultimo mandato sindacale, aumentato di un anno per “colpa” della pandemia, “tragedia che ha colpito e continua a colpire da due anni le nostre terre, dove sui nostri anziani si è scatenata la violenza inaudita del virus”. Proprio il colpo di Covid 19 ha messo in mostra le difficoltà del “modello Lombardia” in tema di sanità. Nonostante questo, sottolinea Domaneschi, “sono evidenti i limiti di quella che si auspicava fosse una ben più profonda riorganizzazione del Servizio Sanitario e Socio Sanitario lombardo, che tuttora presenta caratteristiche non rinvenibili negli altri orientamenti regionali, in barba a quanto unitariamente avevamo sostenuto nella lunga fase di confronto con la Regione. Sta di fatto che nell’approvazione della riforma socio-sanitaria, approvata a novembre del 2021, non si è tenuto conto delle indicazioni ministeriali, anche su alcuni aspetti obbligatori e vincolanti. Vedremo nelle prossime settimane se la partita si riaprirà o meno. Consapevoli di tali limiti, dobbiamo però dare continuità alle nostre azioni attraverso il confronto che dovrà proseguire a livello regionale e nei territori attraverso la negoziazione, sia con le strutture sanitarie che con gli Enti Locali, sui processi di programmazione e di attuazione dei servizi. A tal proposito il giorno 9 febbraio ci sarà il primo incontro, a seguito della nostra richiesta, per un primo confronto sugli indirizzi di programmazione socio-sanitaria dell’anno in corso”.

Secondo il segretario FNP, all’interno del sistema di welfare regionale deve trovare spazio anche una revisione dell’assistenza e della non autosufficienza.

E sul welfare locale, grande spazio all’interno della relazione è stato dedicato al lavoro sui territori che i “negoziatori” della FNP hanno portato a termine: quasi 500 accordi nelle diverse province, nei quali welfare, fisco e addizionali rappresentano la percentuale maggiore. Uno sforzo che “aiuterà a ripensare e a mettere in sicurezza lo stato sociale universalistico – ha proseguito il leader FNP -, anche nella ricca Lombardia, dove oggi la povertà è più diffusa tra i giovani. Il problema del nostro sistema è dunque quello di offrire prospettiva futura a tutte le generazioni, eliminando la cultura dei sussidi per attuare investimenti che siano in grado di coinvolgere tutti coloro che sono esposti all’impoverimento e alla disparità sociale”.

Sul tema della tassazione, la “visione” di FNP è quella di arrivare a un fisco amico, “che affronti il tema della ridistribuzione equa e progressiva dei carichi di prelievo. All’interno della fiscalità regionale e locale, l’addizionale IRPEF è annoverata tra i tributi che meritano un’attenzione particolare. Infatti, dai dati elaborati dal Dipartimento Politiche Fiscali della CISL Nazionale, emerge che il gettito fiscale nazionale del 2019 sull’addizionale regionale è stato pari a 12,2 miliardi di Euro, mentre il gettito dell’addizionale comunale è stato di 4,7 miliardi di Euro. Ma perché ciò avvenga è indispensabile recuperare le ingenti risorse sottratte da un’evasione fiscale ormai endemica nel nostro Paese, che come tale deve essere affrontata”.

In materia di pensioni, invece, Domaneschi chiede “un bagno di realtà da parte dei decisori politici. Che prendano atto del tornado demografico segnalato dalle previsioni di medio-lungo periodo.

Un declino demografico mostruoso, particolarmente grave nella nostra regione, che possiamo affrontare nell’unico modo possibile: puntando sulla crescita economica, verso un nuovo modello di sviluppo più equo, vantaggioso per tutti e dunque anche per i pensionati, il cui attuale punto di non ritorno è il costo delle pensioni attestato sul 16% del PIL. In questo modello rientra la necessità di garantire la copertura pensionistica alle giovani generazioni, ai precari e alle donne tramite forme di sostegno pubblico alla pensione integrativa di garanzia e a un’estesa accessibilità alla previdenza complementare e contrattuale. Non ci sono alternative alla linea del Sindacato Confederale a favore di una riprogettazione dei sistemi pensionistici , contando sull’apporto di altre risorse oltre a quelle a carico dei contributi previdenziali”.

Un carico di lavoro su cui la segreteria FNP CISL di Lombardia chiede la fiducia per i prossimi quattro anni, e per il quale, citando l’Arcivescovo di Milano Mario Delpini, “nel nostro metro quadro di mondo, sappiamo di poter contare su tanta gente di buona volontà, operaie e operai, ancora utili, del bene comune”.

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