Bonifica Caffaro, “la pagheranno i lavoratori e non i colpevoli”

Oggi un incontro dei sindacati in Loggia. L'azienda vuole interrompere la produzione e lasciare a casa i 54 lavoratori.

(red.) Oggi si è tenuto l’incontro richiesto dai sindacati territoriali al Comune di Brescia in merito alla vertenza Caffaro Brescia Srl. All’incontro erano presenti l’assessore Cominelli, il direttore generale Brambilla e la dott.ssa Daria Rossi.
La delegazione sindacale, composta da Filctem CGIL, Femca CISL, CGIL e CISL Brescia, ha espresso le preoccupazioni e le richieste emerse in queste settimane anche nelle assemblee dei lavoratori Caffaro Brescia.
Dopo la sentenza del Tar che ha disposto il fermo della produzione di clorato, sono altissime le preoccupazioni in merito al futuro dei 54 lavoratori attualmente in forza nello stabilimento. L’azienda ha manifestato infatti la volontà di interrompere la produzione e di iniziare con la dismissione del sito produttivo. Questa decisione porta a una accelerazione drammatica dei tempi per il termine dell’attività che – indicativamente – sarebbero comunque proseguiti fino all’avvio delle operazioni di bonifica del sito.
Il Comune ha comunicato che il Progetto operativo di bonifica (POB) dovrebbe essere deliberato entro agosto, dopo il quale avrà quindi inizio il lungo processo di bonifica (piano esecutivo e bando di gara).

 

I sindacati hanno immediatamente aperto un tavolo di confronto con l’azienda e inviato la richiesta al MiSE per trovare soluzioni di continuità lavorativa, con eventuale utilizzo di ammortizzatori sociali, richiamando quindi Caffaro Brescia alla responsabilità sociale dell’impresa.
Al Comune sono state evidenziate le preoccupazioni per la ricaduta sociale e occupazionale, e per la sicurezza e il presidio del sito. A generare particolare allarme è il problema che, se Caffaro andasse via prima dell’avvio della bonifica, nel sito SIN verrebbe meno quella presenza di controllo e di presidio di sicurezza che i lavoratori Caffaro Brescia hanno svolto in tutti questi anni. Caffaro Brescia produce ipoclorito di sodio (es. disinfettante per acquedotti) oltre, ovviamente, al problema dell’emungimento dell’acqua per la salvaguardia della falda.
Al Comune è stata chiesta inoltre la disponibilità per trovare insieme soluzioni a sostegno dei lavoratori, si è quindi concordato l’avvio di un tavolo di interlocuzione per affrontare la questione occupazionale e della sicurezza del sito.

Per la Filctem Cgil la questione Caffaro non può ricadere sulle spalle di 54 famiglie: “In questa difficile vertenza, che vede un territorio violato e martoriato ed una bonifica che forse finalmente si avvicina, rischierebbero di pagare con la perdita dell’occupazione quello che non è di loro responsabilità, mentre i colpevoli di questo disastro non rispondono di quello che hanno fatto. Restiamo in attesa della convocazione al MiSE e di ricevere risposte in merito al futuro dei lavoratori da parte dell’azienda, del Comune e del Ministero dell’ambiente”.

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