Disordini Canton Mombello: “Fallimento del sistema penitenziario”

Dopo gli episodi verificatisi nelle carcere di Brescia e di Varese i segretari Madonia e Moretti (USPP) stigmatizzano "l'inerzia" del Governo, in particolare relativamente al problema "di gestione dei detenuti psichiatrici".

(red.) “Oggi (lunedì, ndr.) due eventi nel giro di poche ore che mettono a nudo il fallimento del sistema penitenziario italiano. A Brescia un tentativo di rivolta messo in atto da alcuni detenuti psichiatrici, seguiti da altri; a Varese alle 16 circa la più classica delle evasioni messa in atto da due detenuti italiani”.
A darne notizia è Gian Luigi Madonia, Segretario Regionale dell’Uspp (Unione Sindacati Polizia Penitenziaria) Lombardia: “da troppo tempo lanciamo gridi d’allarme rispetto ad un sistema che fa acqua da tutti i lati. La gestione dei detenuti psichiatrici è uno dei punti deboli del sistema, ma, stante ai fatti, nessuno vuole farsi carico di risolvere il problema. Proprio alcuni giorni fa
ho sostenuto, e confermo, che ci troviamo di fronte una vera e propria  “ipocrisia istituzionale”, in cui tutti conoscono il problema, politici e Ministero di competenza, ma nessuno vuole risolverlo, nonostante i tanti e finti proclami”.
“Pensare che a Brescia, ad innescare la protesta, con incendi, atti di distruzione e tentativo collettivo di raggiungere il tetto della struttura, siano stati appena due soggetti psichiatrici, mi preoccupa per la tenuta del sistema e per l’esposizione al pericolo della Polizia Penitenziaria. Personale letteralmente stremato per riportare tutto alla normalità (si fa per dire)”, rimarca Madonia. “Nel contempo, mi indigno rispetto all’impotenza dello Stato di fronte alle ordinarie indiscipline che si verificano all’interno delle sezioni e dei reparti detenutivi” – si esprime anche sui due evasi a Varese, Madonia – “conosco bene la realtà dell’Istituto, così come le sue enormi criticità”.
“Alle minacce di chiusura del passato”, prosegue il segretario regionale dell’Uspp, “ho sempre sostenuto che debba esserne confermata l’operatività, anche in ragione della presenza delle AA.GG., ma evidentemente mantenerlo aperto deve significare adeguamento strutturale e integrazione d’organico. Ancora non si conosce precisamente la dinamica dell’evasione, ma la notizia del muro di cinta praticamente inagibile è nota da diversi anni. Di cosa vogliamo parlare? Ad ogni modo, la Polizia Penitenziaria unitamente alle altre forze dell’ordine è alla ricerca dei due fuggiaschi”.

Sugli episodi di Brescia e di Varese interviene anche Giuseppe Moretti, Presidente Nazionale dell’USPP, che commenta così “fatti gravi che se messi in coda a quelli di ieri a Taranto, non possono che ricondurci a quei tristi momenti vissuti il mese di marzo di inizio pandemia. Il timore è proprio quello di rivivere un’escalation che oltre a mentre in ginocchio il sistema, già in crisi sistemica, espone a rischi concreti il personale di Polizia Penitenziaria che, ricordiamo sempre, è costretto a difendersi dalle rivolte a “mani nude”. Le evasioni non sono altro che l’effetto di strutture inadeguate e organici insufficienti che, evidentemente, non riescono a rispondere alle esigenze di vigilanza. Se la politica e la Ministra Cartabia non affrontano con serietà ed estrema urgenza il problema di gestione dei detenuti psichiatrici, non adeguano strutture ed organici e non mettono nelle condizioni il personale di operare con serenità e sicurezza, il sistema è destinato al precipizio. Un precipizio annunciato che, considerando gli assordanti silenzi, sembra non tangere alcuna sensibilità morale e politica”, conclude Moretti.

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