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Morti bianche, in sei mesi 16 vittime nel bresciano

Cinquantadue in Lombardia, in Italia 538, 104 in più dello scorso anno. La campagna informativa della Uil bresciana per debellare il fenomeno degli infortuni mortali.

(red.)  Sono già 16 le vittime bresciane di infortuni sul lavoro nei primi sei mesi del 2021. Cinquantadue in Lombardia. In Italia 538, 104 in più dello scorso anno. Un numero che allarma, in un trend che sembra non conoscere contrazione.

Per accendere un faro sulla questione delle morti bianche la Uil bresciana ha promosso una mobilitazione che ieri ha toccato Piazza Vittoria dove il leader provinciale Mario Bailo ha incontrato i giovani del sindacato, il sindaco Emilio Del Bono, il vice presidente di Confindustria Brescia Roberto Zini ed il presidente di Apindustria Brescia Pierluigi Cordua, per fare il punto sui nodi necessari da sciogliere in quella che è una vera e propria emergenza nazionale, con tre morti al giorno.

Per evitare queste tragedie oramai quotidiane, è stato sottolineato, servono formazione e tecnologia ed un coordinamento costante con il Servizio prevenzione e sicurezza dell’Ats, dell’Ispettorato del Lavoro, dell’Inail, dell’Inps, per prevenire gli episodi  sia mortali che quelli di infortunio e per effettuare maggiori controlli sui luoghi di lavoro, soprattutto dove il rischio di lavoro nero è maggiore. E sicuramente la pandemia ha aggravato la situazione dei lavoratori, sempre più vittime dell’instabilità e quindi a rischio di entrare nel giro del lavoro sommerso, privo di tutele.

A livello nazionale il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha annunciato interventi nella logistica, sull’organico degli ispettori, nell’edilizia, nell’estensione della copertura assicurativa a categorie di lavoratori dipendenti e autonomi oggi esclusi, e più in generale sull’intero versante della sicurezza.

Il presidente dell’ Inail, Franco Bettoni, ha dichiarato: “Le norme ci sono e vanno rispettate. È necessario un impegno forte e deciso di tutti per realizzare un vero e proprio ‘patto per la sicurezza’ tra istituzioni e parti sociali. Coinvolgere gli attori del sistema nazionale di prevenzione, rafforzare i controlli (l’86% delle imprese controllate risulta irregolare), promuovere una maggiore sensibilizzazione di lavoratori e imprese, potenziare la formazione e l’informazione per costruire una cultura della sicurezza, a partire dalla scuola, dare sostegno economico alle aziende”.

 

 

 

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