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“A Brescia non ci sono baby gang”, ma si pensa al Daspo “Willy”

Lo ha riferito, in Commissione Sicurezza, il procuratore capo del Tribunale dei minori, Giuliana Tondina. Ma in tre anni le denunce a carico di under18 sono quasi triplicate.

(red.) ” A Brescia non esiste il fenomeno delle baby gang”. Ad affermarlo, in sede di Commissione Sicurezza a Palazzo Loggia, è stata il procuratore capo del Tribunale dei minori, Giuliana Tondina.

In città e in provincia ci sono, piuttosto, gruppi aggregati, almeno tre quelli individuati, responsabili di episodi di risse e disturbo, ma nessun fenomeno di criminalità diffusa o permeata sul territorio.

Tuttavia, il questore di Brescia, Giovanni Signer, ha annunciato l’introduzione, anche a Brescia, come già avvenuto in altre città italiane, del “Daspo Willy”, ovvero il provvedimento che pone off limits il centro della Leonessa per chi si macchia di reati contro la persona.

Il nome della misura interdittiva è legato alla figura di Willy Monteiro Duarte, il 21enne romano di origini capoverdiane, picchiato a morte nel settembre 2020 a Colleferro, all’esterno di un locale notturno.

Il Daspo prevede il divieto di accesso ai locali di intrattenimento e ai pubblici esercizi per i protagonisti di disordini o atti violenza e a “soggetti che abbiano riportato una o più denunce o una condanna non definitiva, nel corso degli ultimi tre anni, relativamente alla vendita o cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope”.

La misura contro la “movida violenta” innalza la multa da 309 a 2.000 euro e la reclusione, se qualcuno resta ferito o ucciso nella rissa, da un minimo di sei mesi a un massimo di sei anni (attualmente va da tre mesi a cinque anni).

La proposta è stata accolta favorevolmente anche dal sindaco Emilio Del Bono.

Il questore si è poi soffermato sul Numero dei reati commessi in città, con il numero di chiamate ai centralino della polizia pari a “10.560 tra maggio e settembre 2019, e a 9.836 nel medesimo periodo del 2020 e 11.023 nel 2021”.

Il dato che spicca maggiormente, e che si riallaccia a quanto detto sopra per quanto riguarda episodi violenti con protagonisti i giovanissimi, è proprio quelle delle denunce a danno dei minori, passate dalle 23 del 2019 alle 30 del 2020,e quasi triplicate (86) nel 2021 (periodo: maggio-settembre).

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