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L’associazione Fuori Coro: “Solidali con i colleghi della Polizia Locale di Brescia”

(red.) Dopo il ferimento di agenti della Polizia Locale di Brescia, avvenuto sabato scorso in via Gramsci, l’associazione  Fuori Coro, una compagine di ufficiali ed agenti della Polizia Locale appartenenti a vari comuni d’Italia, ha scritto al sindaco e al comandante della Locale di Brescia una lettera in cui esprime solidarietà ai colleghi feriti e sollecita interventi per garantire maggiore sicurezza agli agenti in servizio.
“Non siamo un gruppo politicizzato né facciamo attività sindacale”, si legge nella lettera, “siamo solo uniti dalla passione per il nostro lavoro per il quale promuoviamo iniziative ed attività volte al riconoscimento della nostra categoria spesso sottostimata e poco apprezzata. Abbiamo appreso dal quotidiano on line www.quibrescia.it che agenti del comando di Polizia Locale del Comune che voi rappresentate, durante il servizio, sono stati aggrediti fisicamente da tre giovani stranieri che hanno dato inverecondo spettacolo di sé e dato non poco da fare ai colleghi della Locale bresciana”.

“Teatro di questo ennesimo episodio di quotidiana inciviltà e violenza”, prosegue il documento, “una delle strade del centro cittadino dove questi tre stranieri, due ragazzi ed una ragazza piuttosto ebbri di alcool, infastidivano i passanti. All’intervento degli agenti ed alla loro richiesta di esibire i propri documenti, questi tre scalmanati ed arroganti giovinastri, hanno invece reagito con un’aggressione in piena regola a danno dei colleghi. Solo con l’intervento di altre pattuglie la calma è stata riportata e si è potuto procedere con la redazione degli atti visto che i tre compari sono stati denunciati per resistenza e violenza a pubblico ufficiale mentre i colleghi feriti si sono dovuti recare al pronto soccorso per le prime cure ed accertamenti”.

“Purtroppo, ancora una volta”, continua la missiva, “dobbiamo prendere atto come la Polizia Locale e chi la rappresenta sia stata presa a bersaglio da individui ostinati e caparbi a qualsiasi rispetto, ordine e norma civica. La lista delle aggressioni è lunghissima ed anche la bellissima città di Brescia, non è stata esentata da questi atti di violenza ingiustificata e feroce. Rimane la consapevolezza di lavorare per il bene della comunità, per la solidarietà che ci contraddistingue e per il buon ordine sociale, uno dei fondamentali pilastri sui quali si basa una società evoluta come la nostra che certamente non riconosce, e come potrebbe farlo, chi si arroga il diritto di trasgredire a qualsiasi codice sia esso della strada, annonario, giuridico od etico comportamentale e pretendere poi di accampare ragioni con le percosse o con le minacce nei confronti dei colleghi “rei” di compiere il loro dovere”.

“Per questi motivi, il Fuori Coro, vuole manifestare a voi ed ai nostri fratelli della Polizia Locale rimasti coinvolti nello scontro con questi diciamo, incivili ‘cittadini’ senza regole e senza rispetto, piena solidarietà ed emotiva compartecipazione; purtroppo la maleducazione, l’arroganza e la mancanza di rispetto anche se condizionate dall’abuso di alcool, non sono mai tollerabili e sono piante sempreverdi che non conoscono avvizzimento. Pronta guarigione dunque per i nostri amici e colleghi che sappiamo far parte di un comando sempre molto professionale ed operativo. Rimane comunque ancora insoluta la solita questione delle situazioni di pericolo e delle aggressioni delle quali siamo vittime e per ciò che è accaduto a Brescia, ma che accade ogni giorno in tutto il Paese, ribadiamo che occorrono nuovi strumenti di protezione e difesa, con la facoltà di usare gli stessi, per la nostra e l’altrui incolumità”.

“Più precisamente, conclude la lettera, “ci chiediamo: se i colleghi avessero avuto a disposizione un taser per bloccare sul nascere le iraconde esternazioni dei soggetti di cui sopra, sarebbero dovuti ricorrere alle cure mediche, somministrate? No, sicuramente no. Avremo avuto i colleghi incolumi ed un esempio per tutti coloro che ci aggrediscono senza la minima paura che noi si possa reagire. C’è di che meditare su questa domanda che purtroppo ad oggi, non ha ancora trovato risposte. Buon lavoro a tutti”.

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