Nuovo dpcm, prefetti con i sindaci per eventuali chiusure dopo le 21

I primi cittadini potranno proporre la chiusura nell'ambito dei tavoli del Comitato per l'ordine e la sicurezza.

(red.) Si è limata nell’arco della giornata di ieri, lunedì 19 ottobre ed è in via di risoluzione la polemica che i sindaci riuniti nell’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni italiani, compresi alcuni bresciani, avevano lanciato alla presentazione del nuovo dpcm da parte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte domenica sera 18 ottobre. Quella parte del testo – poi sparita nella versione definitiva – che prevedeva la responsabilità per i sindaci di chiudere vie e piazze dopo le 21 per evitare assembramenti aveva innescato lo scontro istituzionale per il timore che gli enti locali non avessero gli strumenti adeguati per farlo.

Per questo motivo nella giornata di ieri è intervenuto anche il Ministero dell’Interno specificando che su questo tema ci sarà un tavolo dedicato. Ma l’idea, che sfocerà in un protocollo da seguire da parte dei Comuni, prevede che al fianco dei primi cittadini nella decisione di chiudere o meno i quartieri più a rischio assembramento ci siano i prefetti.

In particolare, come indicato in una circolare che dal Viminale sta raggiungendo i vari territori, i sindaci potranno proporre la chiusura dopo le 21 nell’ambito dei tavoli del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica ai quali parteciperanno anche le Asl. Una misura per venire incontro ai primi cittadini, anche se gli stessi sindaci sottolineano che dovrà essere lo Stato ad assicurare che i provvedimenti di chiusura vengano rispettati e quindi occuparsi dei controlli.

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