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Antiriciclaggio, 25 mila segnalazioni da Brescia

Dati della Dia del distretto bresciano su un anno di attività. In Lombardia domina il lavaggio del denaro ricavato da attività illecite per diversi settori.

(red.) Martedì 8 agosto il capo della Divisione Investigativa Antimafia di Brescia Giovanni Gervasi ha presentato i dati dell’attività condotta dall’1 luglio 2016 fino al 30 giugno 2017. L’occasione è stata l’illustrazione del lavoro semestrale svolto dallo stesso organismo della Dia a livello nazionale. I numeri si basano sulle segnalazioni antiriciclaggio inviate dagli istituti di credito alla Banca d’Italia e alla Guardia di Finanza come organi ispettivi e quindi di rimando alla Dia.

La Lombardia è al primo posto in Italia e il distretto bresciano – che comprende anche Bergamo, Mantova e Cremona – ha visto lanciare 25 mila segnalazioni nel secondo semestre del 2016. Una cifra che corrisponde a tutta la Campania e al doppio che in Sicilia, segno che in Lombardia resta affermato il lavaggio del denaro ricavato dalle attività illecite. In più, nello stesso distretto, cinque aziende (quattro sono bresciane) sono state interdette dalla prefettura dal partecipare agli appalti pubblici.

Dal punto di vista ancora dell’area bresciana, gli agenti della Dia hanno controllato 1.500 aziende e 10 mila persone. Il problema lombardo e bresciano della criminalità organizzata, tra mafia camorra e ‘ndrangheta, riguarda soprattutto l’accesso agli appalti pubblici e privati, ma anche nell’edilizia, ristorazione, gestione dei locali notturni e trasporti. Insomma, Brescia e la Lombardia non sono ai primi posti, ma nemmeno ultimi.

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