Sit-in sicurezza, Siulp Brescia diserta

Il sindacato locale ha annunciato di non andare alla manifestazione nazionale di giovedì 15 ottobre a Roma. "Non d'accordo".

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Siulp(red.) Giovedì 15 ottobre davanti al palazzo di Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, a Roma, ci sarà una manifestazione dei sindacati autonomi Sap, Coisp, Sappe, Sapaf, Conapo e Cotipol dei lavoratori che operano nella polizia di stato per chiedere il rinnovo del contratto. Ci saranno anche vigili del fuoco e delegati degli enti che lavorano nella sicurezza. Ma il Siulp di Brescia in una nota ha annunciato che non ci sarà. “La segreteria provinciale del Siulp di Brescia non condivide il metodo, ma soprattutto il merito della manifestazione organizzata solo da una parte di organizzazioni sindacali – si legge nel comunicato – che non hanno né partecipato, né condiviso con il cartello sindacale le sue strategie per sbloccare il tetto salariale e il contratto di lavoro perché convinte che l’attuale Governo non avrebbe mai attuato le procedure di sblocco.
Grazie all’opera del cartello di cui è leader il Siulp, lo scorso anno è stato attuato lo sblocco del tetto salariale ed è passato anche quello del rinnovo contrattuale. Infatti, entrambi i blocchi erano contenuti nello stesso decreto che il Governo aveva prorogato anche per il 2014 e che, invece, grazie al nostro lavoro, non è stato prorogato anche per il 2015. Sulla scorta di tale ragioni – continua il sindacato bresciano – quello che è indispensabile fare per il Siulp e le restanti sigle del cartello è lavorare per ottenere le necessarie risorse economiche che ci consentiranno di poter chiudere il contratto in modo da soddisfare tutte le aspettative, a partire dalla salvaguardia del potere d’acquisto che è stato eroso.
E’ opportuno precisare che le risorse per il contratto vengono stanziate nella legge di Stabilità che, come è noto, viene approntata dal Governo e inviata al Parlamento per la relativa approvazione entro il mese di dicembre di ogni anno. L’unica vera manifestazione di piazza che il Siulp riconosce, qualora dovesse essere necessaria, è quella nel momento in cui il Governo non intendesse più trattare per il riconoscimento degli stanziamenti economici adeguati per consentire di concludere un ‘buon contratto’ – conclude la nota – e attuare un riordino che i colleghi vogliono e attendono oramai da troppo tempo”.

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