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Brescia, difendersi dall’usura in dieci mosse

La Prefettura, insieme con forze dell'ordine e altri organismi, ha predisposto un vademecum anti-racket che illustra come evitare di incappare negli strozzini.

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(red.) Difendersi dall’usura e dal racket? Si può. In dieci mosse, suggerite dal vademecum redatto dalla Prefettura di Brescia che, da tempo, è impegnata, con i suoi organismi tecnici (l’Osservatorio Provinciale e il Minipool Antiracket e Antiusura), riuniti periodicamente, nell’ esame dell’andamento dei fenomeni dell’usura e dell’estorsione in provincia di Brescia.
“In campo” sono state di spiegate  tutte le forze possibili per realizzare azioni condivise, anche con le Forze di Polizia, le Associazioni di Categoria, nonché con l’Acbe con i Comuni, al fine di “conoscere, prevenire e contrastare”, nonché allo scopo di sensibilizzare gli “addetti ai lavori” sull’importanza di “fare rete di fronte ad un fenomeno sommerso”, privo di tracce e manifestazioni chiare e visibili, quale è, in particolar modo, l’usura.
Dalle iniziative intraprese è emerso, che, in un contesto socio – economico in difficoltà, come quello attuale, le sofferenze delle famiglie tendono ad aumentare, così pure quelle delle imprese, in particolare quelle piccole e medie che si trovano ad affrontare, oltre ai problemi congiunturali e strutturali, anche il problema dell’accesso al credito.
Tale situazione può provocare il ricorso a prestiti da parte di usurai: fenomeno solo in parte quantificabile sulla base delle denunce, il cui numero si ritiene sia inferiore ai casi effettivi.
Gli usurati sono spesso persone che non riescono più a far fronte alle esigenze quotidiane a causa della perdurante crisi economica.
Le vittime dell’usura sono anche aziende in difficoltà economiche, alle quali è reso più difficile, se non addirittura precluso, il credito bancario e quindi nel tentativo di risolvere i problemi che le assillano , ricorrono a persone che si presentano come “canali non ufficiali”.
Si tratta, in definitiva, di persone sole, a volte disperate, vulnerabili, che si “nascondono” e che tentano di nascondere la verità agli amici, ai familiari e, prima di tutti a se stessi.
Con l’usura, si sa bene, non si rischia perché non si viene trovati con i “soldi” in tasca, ma dell’usura bisogna liberarsi in un solo modo: denunciando l’usuraio.
Così facendo si potrà ottenere, attraverso il Fondo di Solidarietà per le vittime dell’Usura, un mutuo senza interessi da restituire entro dieci anni.
La somma erogata non è un “premio” per aver denunciato, né un semplice risarcimento: è, per la vittima dell’usuraio, una concreta possibilità di “rimettersi in piedi” e di rimettere sul mercato la propria impresa o la propria attività commerciale, artigiana e professionale.
La Prefettura suggerisce che, anche se si sono commessi errori, soprattutto di sopravvalutazione delle proprie capacità di recupero, si deve trovare la forza di uscire dall’isolamento e dalla solitudine , parlare della propria situazione con chi è vicino, chiedere, soprattutto, aiuto alle Istituzioni e alle Associazioni di Categoria presenti sul territorio che sono pronte a fornire assistenza a chiunque ne avesse necessità.
E’ importante segnalare cosa è successo, anche compilando il questionario redatto dalla Prefettura, in seno al Minipool Antiusura e Antiracket, e “ farsi guidare” dalle Associazioni e dagli Enti coinvolti nella sua compilazione.
Sul sito istituzionale dell’ente di Governo si può trovare il vademecum anti usura e anti racket, con tutti i suggerimenti per non finire nella rete degli strozzini.

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