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Edilizia scolastica, Brescia al 21esimo posto

La Leonessa è terza in Regione, dietro Sondrio e Lecco. Carenti, secondo il report di legambiente, le "buone pratiche" (scuolabus, pedibus, mense bio e sicurezza urbana).

(red.) Un’edilizia scolastica vecchia e ferma sugli storici problemi legati alla sicurezza. Sono infatti ancora troppe le emergenze irrisolte, poche le eccellenze e i passi avanti.
La messa a norma delle scuole italiane resta il tallone d’Achille numero uno: quasi la metà degli edifici scolastici non possiede le certificazioni di agibilità, più del 65% non ha il certificato di prevenzione incendi e il 36% degli edifici ha bisogno d’interventi di manutenzione urgenti. Senza contare che il 32,42% delle strutture si trova in aree a rischio sismico e un 10,67% in aree ad alto rischio idrogeologico. È questa la fotografia scattata da Ecosistema Scuola 2012, il rapporto di Legambiente sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia.
Dati che confermano lo stallo in cui si trova la qualità del patrimonio dell’edilizia scolastica italiana, che fatica a migliorare anche a causa del freno agli investimenti generato dal Patto di Stabilità. Gli unici passi avanti fatti dalle scuole riguardano la sostenibilità e il monitoraggio dell’amianto.
In generale dalla fotografia di Ecosistema Scuola 2012 anche quest’anno si riconfermano in testa alla graduatoria nazionale le città capoluogo del centro nord. Svetta al primo posto in classifica Trento, seguito da Piacenza (2°), con una risalita di ben sette posizioni rispetto allo scorso anno, Verbania (3°), Prato (4°), Parma (5°), Reggio Emilia (6°), Pordenone (7°), Asti (8°), Terni (10°) che si confermano anche quest’anno nella top ten della graduatoria, quindi la nuova entrata Forlì (9°).
Sul fronte delle regioni a guidare la classifica sono l’Emilia Romagna e il Piemonte, rispettivamente con 4 e 2 città tra le prime dieci, che con il Trentino Alto Adige e la Toscana si distinguono sulla qualità dei servizi e dell’edilizia scolastica. Apre invece la graduatoria delle grandi città Torino (11º) seguita da Firenze (17º). Anche quest’anno Napoli (29º) risulta prima tra le grandi città del sud. Invece Lecce (23º) e Benevento (26º) sono le prime città del sud in graduatoria, mentre Cagliari (47º) è la prima tra quelle delle isole.
Salgono in graduatoria Milano (42º), Bologna (54º), Bari (67º), scende Palermo (87º); mentre è fuori dalla classifica Roma, che anche quest’anno presenta dati incompleti.
Sul fronte dei servizi, a distinguersi sono invece Ascoli, Campobasso, Frosinone e Lucca per il servizio di scuolabus, Lecco per quello di pedibus che coinvolge quasi la metà degli edifici scolastici, Brindisi, Frosinone, Matera e Pisa per i pasti interamente biologici nelle mense scolastiche.
E Brescia? La Leonessa si difende agguantando un 21esimo posto e un punteggio di 56,36.
Zoppicanti risultano le “buone pratiche”, ovvero disponibilità scuolabus, pedibus, sicurezza urbana nelle aree esterne agli edifici, mense scolastiche e pasti biologici), settore nel quale la valutazione cala  fino al 54esimo posto.
Brescia si trova in 79esima posizione per quanto concerne poi il miglior rischio per l’esposizione a fonti di inquinamento interno (amianto e radon) o esterno (acustico, industriale, elettromagnetico).
Nella classifica regionale Brescia è terza, superata solo da Sondrio e Lecco.
Non ci sono invece indicazioni sulla situazione del patrimonio scolastico degli istituti superiori, poiché Brescia non è tra le 65 amministrazioni che hanno risposto al questionario di Legambiente.

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