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Pensionati: “Servono misure contro la crisi sanitaria ed economica”

Il punto sull’attività di negoziazione sociale del 2020 che ha coinvolto 104 comuni. Le linee guida per il 2021. Nel Bresciano cresce la domanda di servizi domiciliari.

(red.) Il 2020 è stato un anno molto complicato, la pandemia da Covid -19 ha causato una grave crisi sanitaria e socio-sanitaria che non ha permesso i consueti momenti di confronto con le amministrazioni comunali e nel contempo ha prodotto pesanti ripercussioni sul tessuto socioeconomico e sociale del territorio, coinvolgendo numerose famiglie e categorie sociali tra cui gli anziani.Lo afferma un comunicato congiunto dei sindacati pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil Brescia. “Considerato il contesto, abbiamo chiesto formalmente ai sindaci delle amministrazioni con cui nel 2019 avevamo sottoscritto protocolli d’intesa, di prorogare la validità dell’accordo di negoziazione sociale anche per il 2020, cioè di confermare tutti gli interventi concordati, resi ancor più necessari dalla crescita dei bisogni sociali”.

“Sono stati 43 i comuni che hanno risposto positivamente, confermando la valenza dell’accordo“, prosegue la nota, “a cui siaggiungono 44 comuni in cui siamo riusciti comunque a sottoscrivere in presenza il nuovo protocollo, 15 comuni in cui è rimasto in vigore l’accordo biennale, 2 protocolli con Ats Brescia in merito al ‘contrasto al gioco d’azzardo patologico’ e alla ‘situazione connessa all’emergenza Covid-19 / servizi sanitari e socio- sanitari’. Complessivamente 104 protocolli. Un lavoro di grande rilievo, a maggior ragione tenuto conto della situazione, fatto con un impegno unitario dai nostri responsabili territoriali, frutto di un comportamento sindacale attivo e di stimolo nei confronti delle amministrazioni comunali e nel contempo di un confermato riconoscimento del ruolo e della rappresentanza del nostro sindacato”.

“Come ormai da tempo”, continua il documento, “i contenuti degli accordi non riguardano soltanto la popolazione anziana ma anche altre fasce deboli della popolazione, intervenendo oltre al settore sociosanitario e la non autosufficienza anche sul sostegno al reddito per le situazioni di difficoltà. Un impegno che si è profuso anche nella verifica con molte amministrazioni comunali su come sono state impiegate le risorse stanziate dal governo a favore degli enti locali per attuare la solidarietà alimentare e le misure a sostegno dei nuclei familiari e delle attività più esposti agli effetti economici derivanti dalla pandemia”.

“Anche la stagione di negoziazione sociale 2021”, scrivono ancora le segreterie di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil Brescia, “purtroppo vive ancora un contesto problematico, caratterizzato dall’emergenza sanitaria relativa all’epidemia da Covid-19 e del perdurare delle conseguenze socio-economiche da essa derivanti. Riconfermiamo sostanzialmente gli indirizzi generali consueti che costituiscono per noi la base del confronto. Consci che per cercare di garantire servizi e fasce di compartecipazione ai costi omogenee nel territorio dell’Ambito, diventa importante un migliore raccordo con il Piano di Zona di riferimento, che mediante interventi sociali concertati favorisca la realizzazione di una rete di servizi sociali, sanitari e domiciliari efficienti”.

“L’attività negoziale deve avere naturalmente come primo obiettivo quanto meno il mantenimento del volume di spesa in atto per le tematiche sociali, con particolare attenzione alle modalità diimpiego delle risorse stanziate dallo Stato e Regione per il contrasto alla crisi economico-sanitaria e al potenziamento dei servizi sociali comunali”, sottolinea il comunicato. “Vista la situazione di grave emergenza sanitaria che contribuisce ad aggravare difficoltà già esistenti ed essendo i comuni gli enti più vicini ai cittadini, sarà necessario dare ancora più centralità al contrasto alla solitudine e alla povertà, ai servizi di assistenza agli anziani ed alle presone fragili, sostenendo i servizi domiciliari per cui la domanda è fortemente aumentata, al fine di garantire un sostegno alle persone non autosufficienti e favorire politiche di cittadinanz aattiva”.

“Dobbiamo essere consci che sarà centrale ripensare al sistema sanitario”, si legge ancora nella nota, “date le carenze evidenziate nella nostra Regione e Provincia soprattutto nella medicina di territorio ed i comuni possono svolgere un ruolo fondamentale nella definizione dei bisogni e nella integrazione delle politiche di assistenza sociale con quelle sanitarie. La tutela della salute rappresenta un punto fondamentale nell’attività di negoziazione. Il corretto funzionamento dei servizi sanitari e socio-sanitari è fondamentale per il benessere delle persone e allo stesso modo è importante un’opera di informazione e diffusione dei corretti stili di vita, dell’utilizzo delle vaccinazioni e di educazione sanitaria, per tutti ma in modo particolare per i pensionati”.

“Accanto alle consuete tematiche della nostra azione unitaria quali le politiche fiscali e tariffarie, prevedendo esenzioni e progressività, il contrasto all’evasione fiscale e tributaria, alle politiche abitative che attivino strumenti concreti di intervento anche per la rimozione delle barriere architettoniche, è necessario porre sempre più attenzione alle questioni che riguardano il gioco d’azzardo patologico, (ludopatia) evidenziato in modo particolare tra gli anziani, per contrastarne la diffusione e limitando l’utilizzo delle apparecchiature attraverso un severo controllo e il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata per destinarli all’utilizzo di scopi sociali e luoghi di aggregazione sociale. Inoltre è necessario approfondire, nel confronto con gli enti, il tema Rsa, sia per le numerose richieste di contributi economici avanzate dalle stesse alle amministrazioni comunali, sia per monitorare i servizi erogati agli ospiti e il contenimento dei costi a carico delle famiglie. Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil di Brescia si impegnano nella negoziazione sociale con l’obiettivo di costruire a livello locale un sistema di protezione sociale che sappia rispondere in modo efficace ai bisogni della persona e della famiglia, in modo particolare delle persone anziane e delle fasce più deboli”.

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