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Brescia, le ruspe in Castello: addio al “Pagodino”

Abbattuto il celebre e storico locale di via Langer al Cidneo. Un abuso edilizio durato per anni e a cui è stata messa la parola fine nella giornata di martedì.

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(red.) Addio, sotto i colpi delle ruspe e all’ombra del Cidneo al celebre e storico locale “Pagodino”, meta di tante serate per i bresciani che vi si recavano per ascoltare musica, ballare e sorseggiare drink davanti ad un panorama mozzafiato sulla città.

Il locale, che sorge(va) in via Alexander Langer, ha avuto diverse vite e diversi nomi: da quello storico e mai perduto di “Pagodino”, a “Spago” a “Joy”, l’ultimo prima della chiusura definitiva avvenuta nel 2012.

Ma la storia del celebre locale notturno è stata anche una vicenda di abusi edilizi ed irregolarità, compiute negli anni anche grazie alla “disattenzione” degli enti comunali che avrebbero dovuto verificare autorizzazioni e licenze.

Il locale sorge(va) infatti su un terreno del Comune di Brescia, affidato in concessione a una famiglia bresciana che aveva realizzato il chiosco, poi dato in gestione. Da un “baretto” di modeste dimensioni,  era poi diventato un locale a due piani, ma senza avere le dovute autorizzazioni. Un abuso edilizio che si è prolungato negli anni, fino al 2010 quando vennero portate alla luce sia gli abusi edilizi sia quelli di natura amministrativa, con la successiva chiusura nel maggio di due anni dopo.

La Loggia aveva scoperto che i proprietari dell’edificio non avevano titolo per detenere un’attività di pubblico esercizio e non avrebbero potuto subaffittare il locale.
Intanto è ancora in corso la causa che ha visto contrapposti gli ex concessionari e gli ex gestori del club, diventato nel frattempo Joy, ma l’abuso edilizio andava sanato e sono così arrivate le ruspe.

 

 

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