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Caso Ziliani: niente Riesame per il “trio criminale”

I legali delle sorelle Zani e di Milani non hanno presentato istanza di scarcerazione. Paola, Silvia e Mirto sono agli arresti dallo scorso 24 settembre.

(red.) Niente ricorso al Tribunale del Riesame per Silvia e Paola Zani e per Mirto Milani, i tre arrestati per la morte di Laura Ziliani, la ex vigilessa 55enne di Temù, scomparsa misteriosamente lo scorso 8 maggio e trovata cadavere tre mesi dopo, nel boschi del comune bresciano.

I legali del cosiddetto “trio criminale”, così come sono stati definiti dagli inquirenti che indagano sul decesso della 55enne, Silvia e Paola, due delle tre figlie della donna (un’altra figlia, Lucia, di 25 anni, è affetta da disabilità psichica) e il fidanzato della maggiore, nonchè amante anche della più piccola, Mirto, non hanno presentato istanza al collegio che verifica la sussistenza delle esigenze cautelari che stanno alla base dell’applicazione di ogni misura cautelare.

mirto milani

I tre indagati, accusati dalla procura di Brescia di omicidio volontario ed occultamento di cadavere, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia davanti al Gip.

Il giudice Alessandra Sabatucci ha ravvisato il rischio di reiterazione del reato e rischio di inquinamento probatorio, confermando la custodia in carcere per tutti e tre: a Verziano per le sorelle Zani e al Nerio Fischione per Milani.

All’origine dell’omicidio di Laura Ziliani ci sarebbe, secondo gli inquirenti, la volontà da parte del terzetto di mettere le mani sul cospicuo patrimonio immobiliare della donna e di potere così gestire le entrate finanziare derivanti dallo stesso.

 

 

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