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Morti bianche, Brescia al 26esimo posto per decessi

Sono già 16 le vittime di infortuni mortali nei primi sei mesi dell'anno nel bresciano. Si muore di più nei cantieri edili e nel settore manifatturiero.

(red.) L’emergenza morti bianche continua nonostante lo smart working e nonostante le attività produttive non siano ancora ripartite a pieno regime a causa dell’emergenza sanitaria.

E a finire in zona rossa nel primo semestre del 2021 con un’incidenza maggiore del 25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio pari a 19,4 morti ogni milione di lavoratori) sono: Puglia, Campania, Basilicata, Umbria, Molise e Abruzzo.

In Zona Arancione: Lazio, Piemonte, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.
In Zona Gialla: Calabria, Emilia Romagna, Veneto, Sicilia, Valle D’Aosta. In Zona Bianca: Toscana, Lombardia, Sardegna, Liguria e Marche.

Nel bresciano, secondo i dati elaborati da Vega Engineering su basi Inail (esclusi i decessi in itinere, ovvero da e verso i luoghi di lavoro) aggiornati al 30 giugno 2021, sono stati 16 gli infortuni mortali, con un’incidenza sugli occupati del 29.2 e su un numero totale di lavoratori pari a 547.674.

Brescia si colloca al 26esimo posto della graduatoria nazionale delle province per le morti bianche.

Con i numeri assoluti la Lombardia, come sempre, è la regione in cui si conta il maggior numero di vittime in occasione di lavoro a causa dell’elevato numero di lavoratori. Nel primo semestre 2021, in Lombardia si sono registrati 52 decessi. Seguono: Campania (49), Lazio (47), Puglia (41), Piemonte (38), Emilia Romagna (35), Veneto (32), Abruzzo (23), Sicilia (22), Toscana (21), Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (12), Molise e Umbria (11), Calabria (9), Marche (8), Liguria e Basilicata (7), Sardegna (6), Valle D’Aosta (1). Nel report allegato il numero delle morti in occasione di lavoro provincia per provincia.

cantiere edile

Nei primi sei mesi del 2021 sono 538 le vittime sul lavoro registrate in Italia; di queste sono 444 quelle rilevate in occasione di lavoro, mentre 94 sono quelle decedute a causa di un incidente in itinere. Rispetto a fine maggio 2021, ci sono 104 vittime in più.

Il settore delle costruzioni è quello che conta il maggior numero di lavoratori deceduti (51 dall’inizio dell’anno, 8 in più rispetto a maggio). Seguono: Attività Manifatturiere (41), Trasporto e Magazzinaggio (40 vittime da inizio anno), Commercio, Riparazione di autoveicoli e motocicli (31), Amministrazione Pubblica e Difesa (14), Sanità e Assistenza Sociale (13).

La fascia d’età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è quella tra i 45 e i 64 anni (314 su un totale di 444).
Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro nel primo semestre 2021 sono 40 su 444.

Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro nei primi sei mesi del 2021 sono 58.
Il lunedì continua ad essere il giorno in cui si è verificato il maggior numero di infortuni nei primi sei mesi dell’anno.

 

 

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