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Dentisti, alleanza con Tribunale, Nas e Guardia di Finanza

Per contrastare l'abusivismo in campo odontoiatrico e per garantire agli aspiranti operatori la serietà dei corsi di formazione.

(red.) La salute del bocca è al centro di un’offerta di cure ampia e variegata in un territorio complesso. Ma, nelle pieghe di un ventaglio così composito, si possono nascondere anche delle insidie, come operatori abusivi, concorrenza sleale e pubblicità ingannevoli.

Per questo la nuova Commissione Albo Odontoiatri-CAO della Provincia di Brescia, insediatasi lo scorso aprile, ha voluto rinsaldare le sinergie con il Tribunale di Brescia, i Nas- Nucleo Antisofisticazioni e Sanità e la Guardia di Finanza, avviando incontri sulle problematiche più urgenti.

“Per tutelare i cittadini è necessario innanzitutto tutelare la professione medico-odontoiatrica, che deve essere svolta con competenza, responsabilità e trasparenza”, ha dichiarato il presidente della Commissione Albo Odontoiatri, dottor Gianmario Fusardi. “Il vero punto di svolta è riuscire a fare squadra, lavorando tutti sullo stesso obiettivo: solo così saremo in grado di reprimere i fenomeni illeciti che troppo spesso si ripropongono nel tempo proprio perché manca una visione unitaria”.

Nelle ultime settimane Fusardi e i membri della Commissione hanno incontrato il presidente del Tribunale di Brescia dott. Vittorio Masia, il comandante dei NAS, maggiore Nunzio Stanco, il comandante della Guardia di Finanza, colonnello Marco Tolla. Con i vertici istituzionali, portatori di compiti di vigilanza e repressione, si sono rinnovati i presupposti per una leale collaborazione finalizzata all’interesse pubblico, essendo la Commissione Albo Odontoiatri ente sussidiario dello Stato cui viene assegnato un ruolo di tutela di interessi garantiti dall’ordinamento: dal rispetto della deontologia professionale, funzione fondamentale dell’Ordine professionale, al corretto svolgimento della Professione, fino al leale esercizio della concorrenza, considerato che nell’ambito dell’Odontoiatria oltre il 90% dell’offerta di servizi fa capo al settore privato.

Con il presidente Masia è stato affrontato il tema dei periti e dei consulenti tecnici d’ufficio (CTU) di ambito odontoiatrico, figure professionali chiamate a collaborare con l’amministrazione della giustizia per le quali la legge Gelli del 2017 ha introdotto nuovi elementi di qualificazione a garanzia di effettiva competenza medico legale odontostomatologica. Con l’obiettivo di assicurare la disponibilità di consulenti qualificati, la CAO collaborerà con il tribunale per la revisione degli iscritti all’albo dei periti e CTU. Si tratta di un passo importante a tutela di tutte le parti coinvolte in un contenzioso, che negli ultimi anni è purtroppo cresciuto notevolmente.

Un altro problema pressante su cui ci si è confrontati sia con il Tribunale che con i NAS è quello dell’abusivismo della professione, “che non avviene più come un tempo, nascosto negli scantinati, ma si cela dietro più raffinati strumenti societari e viene coadiuvato da direttori sanitari compiacenti”, ha ricordato Fusardi.”La legge Lorenzin del 2018 ha inasprito le pene sia per esercenti abusivi che per dirigenti sanitari conniventi, ma è necessario rinnovare l’impegno nella sorveglianza e nel perseguimento degli illeciti: la CAO, essendo radicata sul territorio, può rappresentare un importante avamposto per intercettare le situazioni a rischio. Ricordo che abusivismo quasi sempre fa rima con insuccesso dei trattamenti e lesioni colpose, quindi pregiudica il diritto alla salute”.

Sul territorio si sono segnalati anche i rischi derivanti da corsi privati a pagamento per diventare Assistenti di Studio Odontoiatrico (ASO) proposti da Enti privi del necessario accreditamento.  “Tutti coloro che siano interessati a diventare operatori di interesse sanitario nell’ambito odontoiatrico”, ha aggiunto la Vicepresidente CAO Claudia Valentini, “sono caldamente invitati a valutare attentamente le proposte di corsi di qualifica e le credenziali degli Enti che le organizzano. In caso di dubbi gli utenti possono contattare noi o le associazioni di categoria come ANDI (Associazione nazionale dentisti italiani, ndr.)”.

Per contrastare gli illeciti una figura chiave da valorizzare è quella del direttore sanitario, presente per legge nelle società di servizi che offrono cure odontoiatriche: si tratta di un ruolo di garanzia per l’utenza e di imparzialità rispetto alla proprietà, che deve verificare i titoli di chi opera in studio, l’organizzazione dei servizi sanitari, la deontologia, il corretto smaltimento dei rifiuti come anche la corretta gestione delle procedure di sterilizzazione e tracciamento delle stesse, la presenza delle prescritte assicurazioni professionali e molti altri aspetti.

“In diversi casi viene proposta a pensionati o giovani laureati che non ne conoscono la specificità e agiscono di fatto come prestanome: per questo motivo è necessario aumentare il livello di consapevolezza attraverso una corretta formazione e informazione degli iscritti su questo punto che deve diventare centrale”, ha chiosato il presidente CAO, preannunciando per il prossimo autunno un incontro informativo dedicato proprio alla figura del direttore sanitario.

Di repressione dell’abusivismo e della concorrenza sleale, realizzata anche con l’illecito utilizzo di alcuni strumenti societari, nonché di pubblicità in ambito sanitario e di violazione della privacy si è parlato con la Guardia di Finanza.

Negli ultimi anni cooperative Onlus di dubbia credibilità e società dalle catene di controllo non sempre trasparenti sono scese in campo nell’offerta di cure odontoiatriche, registrando anche movimenti di capitali di provenienza dubbia che potrebbero favorire il riciclaggio di denaro.

“Per monitorare costantemente e fare luce su queste situazioni che alterano l’offerta dei servizi, anche attraverso fenomeni di elusione, abbiamo di recente ottenuto la possibilità di accedere al Registro delle imprese, svolta che fin da ora ci consente una vigilanza più puntuale su tutti coloro che a qualsiasi titolo operano in questo settore”, ha concluso Fusardi.

Insieme alla collaborazione con Tribunale, NAS e Guardia di Finanza, la CAO si mette in ascolto anche delle segnalazioni degli utenti, delle associazioni di consumatori e di categoria, nell’ottica di una vasta alleanza a contrasto degli illeciti e a tutela del diritto alla salute del cittadino-paziente.

 

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