‘Ndrangheta al nord, da Brescia sequestri e perquisizioni a Mantova e Cremona

Stamattina due operazioni della Finanza coordinate dalla Dda di Brescia contro i clan formati al nord Italia.

(red.) Questa mattina, mercoledì 10 febbraio, nell’ambito di un’operazione chiamata “Gemelli”, si sono accesi i riflettori su una serie di clan ‘ndranghetisti nel nord Italia. L’indagine è coordinata dai magistrati Paolo Savio e Claudia Moregola della Direzione Distrettuale Antimafia della procura di Brescia. L’operazione ha portato alla perquisizione di 15 persone con tanto di sequestro preventivo di attività economiche tra cui importanti società di autotrasporti e società immobiliari ed edili per 1,5 milioni di euro. Questo è il valore investito dal clan locale operante a Viadana, in provincia di Mantova, affiliata alla famiglia Arena di Isola di Capo Rizzuto e comprende le quote sociali e patrimoni aziendali di quattro società con sede nelle province di Mantova, Reggio Emilia e Crotone e riconducibili al sodalizio. In particolare, 7 fabbricati, 3 terreni e 14 automezzi.

Le investigazioni hanno interessato un’associazione per delinquere ‘ndranghetista di soggetti originari di Isola di Capo Rizzuto o del crotonese che si sono da tempo stanziati nel mantovano e che hanno promosso e organizzato una cosca locale. L’indagine è stata svolta dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, dalle Squadre Mobili di Brescia e Mantova, dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza e dal Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia, permettendo di far luce sull’infiltrazione e sul radicamento della criminalità organizzata nel tessuto economico del nord Italia nei settori dell’autotrasporto ed immobiliare delle province di Mantova e Reggio Emilia.

L’attività ha consentito, tra l’altro, di confermare il contenuto di un’intercettazione telefonica svolta nel 2006 che aveva già individuato l’egemonia del clan nel mantovano. In una delle conversazioni intercettate veniva invitato un noto personaggio della criminalità calabrese a trasferirsi al nord. Tra le persone perquisite, anche un ex consigliere prima e, successivamente, ex assessore comunale di Viadana che ha partecipato al sodalizio quale punto di riferimento anche politico per l’organizzazione ‘ndranghetista. In particolare, l’indagine di polizia giudiziaria ha permesso di accertare che, a partire dalla fine degli anni ’90, alcuni soggetti originari di Isola capo Rizzuto si sono trasferiti appositamente in provincia di Mantova e a Viadana per riciclare ingenti somme di denaro.

Nel settore dell’autotrasporto avevano creato un vero e proprio cartello con pratiche illegali. Gli indagati, nel giro di pochi anni, hanno conseguito un notevole benessere economico, del tutto sproporzionato rispetto ai redditi effettivamente percepiti. Dal cartello investivano i proventi illeciti nel settore immobiliare. Tra le condotte illecite del sodalizio, anche delitti tributari quali l’omessa dichiarazione, l’occultamento o distruzione di documenti contabili e la sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. I soggetti, sapendo di rischiare i sequestri, avevano deciso di intestare beni e immobili alle proprie famiglie. Nell’ambito di un’altra operazione coordinata ancora dalla Dda bresciana sono state eseguite diverse perquisizioni a carico di sodali del clan Grande Aracri, operanti in provincia di Cremona. Il sodalizio tramite società operanti nel settore edile, commetteva frodi fiscali con l’emissione e l’utilizzo di fatture false.

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