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Azione sul caso Gozzini: “Prima delle motivazioni arrivano gli ispettori”

(red.) “Dopo la ormai nota sentenza di proscioglimento di Antonio Gozzini per vizio totale di mente da parte della Corte d’Assise di Brescia, il Guardasigilli Alfonso Bonafede ha deciso di inviare gli ispettori del ministero. Per fare cosa? Non è dato sapere”, si legge in un comunicato diffuso alla stampa dal Coordinamento del gruppo Giustizia di Brescia in Azione. “Per quanto sia comprensibile lo sdegno e la rabbia della gente (al netto delle azzardate interpretazioni giornalistiche della vicenda)”, sostiene il coordinatore Alessandro Macca, “non pare altrettanto giustificabile che il Ministro di grazia e Giustizia, per di più avvocato, assuma iniziative di questo tipo, senza neppure aver atteso il deposito delle motivazioni della sentenza. Forse gli ispettori sarebbero da inviare… sì, ma al Ministero”.
“Nella vicenda che riguarda il caso Gozzini”, gli fa eco Matteo Rossi, “quello che dovrebbe colpirci non è l’aspetto giudiziario, che deve rimanere nelle aule dei tribunali, ma la parziale, scarsa ed incompetente rappresentazione, che da alcuni, fra cui politici e media, è stata data e che viene di conseguenza recepita. È decisamente più facile e redditizio urlare allo scandalo giudiziario che spiegare alle persone come funzionano certi meccanismi e come si arriva a certe decisioni”.

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