Brescia, 120mila euro di debiti: ne pagherà solo un terzo

Un 52enne residente a Brescia con i genitori anziani quei soldi non li può pagare. E per questo i giudici hanno deciso di cancellargli ben 80mila euro di pendenze: due terzi del totale.

Più informazioni su

Brescia. In una quindicina d’anni, complici le difficoltà con il lavoro, ha accumulato ben 120mila euro di debiti, di cui 95mila con l’Agenzia delle entrate. Ma un 52enne residente nella città di Brescia con i genitori anziani quei soldi non li può pagare. E per questo i giudici hanno deciso di cancellargli ben 80mila euro di pendenze: due terzi del totale.
E’ questa l’importante sentenza, pronunciata nei giorni scorsi dal Tribunale di Brescia in applicazione della procedura di liquidazione controllata prevista dal nuovo Codice della crisi (che ha inglobato la legge 3/2012 o sul Sovraindebitamento).

La storia del 52enne, residente in città e assistito dallo studio bresciano Pagano & Partners, è emblematica. Nel 1999 decide di iniziare l’attività come agente di commercio, ma – complici gli strascichi della crisi economica del 2007/2008 – le sue entrate diventano sempre più scarse fino ad arrivare a una media di 300 euro al mese. Nel 2019, così, l’uomo chiude la partita Iva e riesce a trovare lavoro come ausiliario in un ospedale. Ma – con uno stipendio netto di un migliaio di euro al mese – il fardello dei debiti che gli resta sulle spalle è pesantissimo.

«La procedura che abbiamo scelto- sottolinea l’avvocato Monica Pagano– è riservata a consumatori, professionisti e altri soggetti non fallibili. Il principio di fondo è molto semplice: una persona onesta non può restare imprigionata nei debiti per sempre, ma deve essere messa nella condizione di tornare a guardare al futuro con speranza, pagando quanto può e per un periodo di tempo definito».

«Il piano di liquidazione approvato dai giudici- continua il legale, -prevede che il 52enne metta a disposizione della procedura tutto ciò che ha: mille euro sul conto corrente e un’auto già venduta per 8.500 euro. Poi, oltre al quinto dello stipendio già pignorato, verserà 350 euro al mese per quattro anni (16.800 euro) e al termine di questo periodo, se avrà ottemperato alle prescrizioni, la restante parte del debito gli sarà cancellata per sempre».

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.