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Femminicidio di Milzano: “Elemento scatenante fu la gelosia”

Pubblicate le motivazioni della sentenza a 24 anni di carcere per Gianluca Lupi che, l'8 maggio 2020, uccise a coltellate la moglie 39enne Szuzsanna Mailat, madre dei suoi tre figli.

(red.) Pubblicate le motivazioni della sentenza con cui, lo scorso  20 dicembre, è stato condannato a 24 anni di carcere Gianluca Lupi, marito di Szuzsanna Mailat, 39 anni, da lui uccisa a coltellate, davanti ai figli, l’8 maggio del 2020 nella loro abitazione di Milzano (Brescia).
Il presidente della Corte d’assise di Brescia Roberto Spanò scrive che non esiste «l’equazione “uxoricidio-ergastolo” (…) alla luce dei principi di proporzionalità e di offensività su cui trova fondamento il potere discrezionale del giudice nella determinazione della pena».

Ad armare la mano di Lupi, padre dei tre figli avuti con “Susy”, così come era nota la donna, di origine rumene, la gelosia, definita «l’elemento scatenante della furia omicida». Questo sentimento non viene tuttavia considerato una patologia poichè, viene spiegato nella sentenza, non si devono «confondere i disturbi cognitivi con le episodiche perdite di autocontrollo sotto la spinta di impellenti stimoli emotivi».

Il pubblico ministero aveva chiesto per Lupi l’ergastolo:  i giudici hanno riconosciuto le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti (il vincolo di coniugio e l’aver commesso il delitto sotto gli occhi della figlia 15enne), per un totale di 24 anni di carcere.
La Corte ha disposto, a titolo di provvisionale, 50mila euro di risarcimento per ognuno dei tre figli della coppia, 20mila euro ciascuno per il fratello e la sorella della vittima e 5mila euro a favore del Comune di Milzano che si è costituito parte civile nel processo.
«(…)Lupi- scrivono i togati- ha agito in base ad una reazione impulsiva e non invece con premeditazione». Oltre a ciò i giudici non hanno riscontrato «un quadro di pregresse violenze o di atti prevaricatori consumati ai danni della compagna». Situazioni che, invece, purtroppo si sono verificate in altri casi di femminicidio.
Nel 2021 sono state tre le donne uccise dai propri ex compagni o mariti.

 

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