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Cevo, “Croce crollata perchè in pessime condizioni”

La Cassazione conferma la condanna a 1 anno e 4 mesi per Marco Maffessoli, accusato di omicidio colposo per la morte di Marco Gusmini, deceduto per il crollo del manufatto.

(red.) “Il crollo di parte della Croce del Papa è avvenuto a causa del pessimo stato di conservazione del legno” .
Lo stabilisce la sentenza della Cassazione che conferma quanto già affermato in Appello quando Marco Maffessoli, che all’epoca della tragedia, avvenuta il 24 aprile del 2014 a Cevo (Brescia) in cui perse la vita il 21enne Marco Gusmini, in gita con una comitiva da Lovere, era presidente dell’Associazione Croce di Cevo, venne condannato per omicidio colposo a un anno e quattro mesi. 

Il ricorso in Cassazione era stato chiesto dallo stesso Maffessoli, secondo cui la responsabilità del crollo del manufatto non era da ascriversi alla Associazione di cui era responsabile, ma che “i poteri di intervento economico facevano capo al Comune di Cevo”.
Non così per i giudici, che nella sentenza definitiva di condanna per la morte del 21enne, “la presenza di zone con diffusa marcescenza e che una periodica verifica avrebbe potuto evidenziare l’elevato grado di umidità all’interno del legno”. Non solo, per i togati “non risulta che il Comune di Cevo avesse di fatto assunto su di sé iniziative di manutenzione della Croce del Papa, cosicchè gli organi dell’associazione non potevano fare alcun ragionevole affidamento sul fatto che l’ente comunale assolvesse agli obblighi gravanti per statuto sull’associazione, in quanto il Comune si occupava solo della manutenzione del verde situato nei pressi della Croce, trattandosi di verde pubblico”.
Per i giudici, Maffessoli, che aveva attuato iniziative per attirare il turismo attorno alla croce, “ha del tutto trascurato il compito primario di
manutenzione”.

Nel primo grado il processo in dibattimento si era concluso con quattro condanne e un’assoluzione, mentre in appello sono arrivati due ricorsi, anche perché nel frattempo uno degli imputati è deceduto facendo scattare l’estinzione del reato. Alla sbarra erano rimasti Marco Maffessoli, presidente dell’associazione culturale Croce del Papa, e Lino Balotti.
Il primo, già condannato a due anni, si è visto uno sconto di pena e ha incassato un anno e quattro mesi. L’altro imputato si è visto calare la pena da 9 a 7 mesi. Gli inquirenti avevano fatto accertare che il cedimento della croce era dovuto alla scarsa manutenzione all’opera donata a Papa Giovanni Paolo II in occasione della visita del pontefice a Brescia.

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