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Cinghiali abbattuti, assolti tutti gli imputati

Alla sbarra alcuni funzionari e amministratori della Provincia di Brescia, tra cui l'ex presidente Pierluigi Mottinelli e l'ex comandante della Polizia Provinciale Carlo Caromani.

(red.) Tutti assolti “perché il fatto non sussiste” gli imputati, a vario titolo, nel procedimento della procura di Brescia per inquinamento ambientale, peculato, uccisione ingiustificata di animali e macellazione abusiva e, anche rivelazione di segreti d’ufficio.

Alla sbarra erano chiamati alcuni funzionari e amministratori della Provincia di Brescia, tra cui l’ex presidente Pierluigi Mottinelli, l’ex comandante della Polizia Provinciale Carlo Caromani e altri sei (Giulio Del Monte, Alberto Cigliano,
Gianluca Cominini, Dario Saleri, Raffaele Gareri e Oscar Lombardi) nell’ambito della gestione dei cinghiali. Erano accusati di avere violato la normativa nazionale sulla gestione dei ungulati.

Dopo quattro anni dall’avvio del procedimento penale e dopo avere raccolto corposi dossier sulla vicenda, per il Tribunale di Brescia gli imputati vanno assolti con formula piena.

A costituirsi in giudizio per la parte civile, la Lav, Lega antivivisezione, Lac,
Wwf e Legambiente, che avevano chiesto la riqualificazione dell’ipotesi di
inquinamento ambientale nell’ipotesi colposa.

L’indagine prese il via nel 2017 quando sul tavolo della Procura di Brescia arrivò una “soffiata” secondo cui i cacciatori bresciani potevano effettuare, al di fuori della stagione venatoria, battute di caccia al cinghiale, “travestite” da piani di abbattimento e contenimento degli animali. A legittimarli sarebbero stati atti amministrativi “ad hoc”, anche in violazione della normativa nazionale vigente.

Un’altra accusa presentata dalla fonte anonima rivelava che gli esemplari abbattuti venivano poi macellati in modo non conforme, rappresentando così un pericolo per la salute pubblica.

Sotto la lente 150 battute di caccia e  300 cinghiali abbattuti nel bresciano senza le autorizzazioni dell’Ispra. Ad effettuarle soprattutto agenti della Polizia provinciale sotto l’egida dell’ex comandante Carlo Caromani.

I giudici, però, hanno rilevato la non sussistenza degli addebiti contestati, anche in considerazione dei pareri (non vincolanti) dell’Ispra .A chiedere l’assoluzione da tutti i reati contestati è stato il pubblico ministero al termine della sua requisitoria.

Intanto, dopo l’assoluzione, Lav, in una nota, dichiara che “Nonostante i consulenti delle parti civili abbiano puntualmente descritto i gravi danni ambientali derivanti dal controllo numerico del cinghiale organizzato con le modalità messe in atto dagli imputati in assenza del previo coinvolgimento dell’Ispra, prendiamo atto della sentenza di assoluzione e attendiamo di poter leggere le motivazioni appena saranno pubblicate”.

 

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