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Incidente a Soprazocco di Gavardo: patteggia due anni

(red.) Viaggiava a 93 chilometri orari con pneumatici usurati e in corpo un tasso alcolemico di 2.47 grammi/litro A.M., il 21enne di Polpenazze che a febbraio dell’anno scorso provocò la morte dell’amico Marin Moustafa, detto Marcello, nel tragico schianto contro gli alberi del cimitero di Soprazocco. Questo venerdì mattina in aula nel tribunale di Brescia, davanti al giudice Alessandra Sabatucci, ha patteggiato 2 anni e 4 mesi di reclusione, con pena sospesa e revoca della patente.
I familiari di Marin “Marcello” Moustafa, assistiti in questa fase da Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato nei casi di omicidio stradale con sede anche a Sirmione, hanno partecipato all’udienza.

Era la sera del 5 febbraio 2020 e i due amici si trovavano a bordo della Fiat Seicento guidata da A.M. per le vie di Gavardo. Giunti in prossimità del cimitero di Soprazocco, A.M. ha perso il controllo del mezzo in curva, finendo per schiantarsi contro due alberi prima di fermare la propria corsa in mezzo alla carreggiata. I primi a prestare soccorso sono stati i residenti della zona, allertati dal forte rumore dell’impatto: subito sono apparse gravissime le condizioni di Marin Moustafa, spirato poco dopo in ospedale. Più fortunato A.M., il quale però, noncurante delle condizioni dell’amico e della gravità del fatto, dopo essere stato aiutato ad uscire dall’abitacolo aveva cercato di allontanarsi tra i campi.

Rintracciato da alcuni ragazzi giunti sul luogo dell’incidente, il giovane fu sottoposto a controllo alcolemico, che riportò un tasso di 2,47gr/l: ben cinque volte il consentito. Un dato che non sorprende, dopo le varie stories pubblicate su Instagram dallo stesso A.M. con in primo piano diversi cocktail consumati nel corso del pomeriggio, prima dello schianto. Nel trambusto di quanto successo, e nella confusione mentale che alcol e shock dell’incidente avevano evidentemente creato, A.M. trovò addirittura il tempo di postare sui social un ulteriore video dal mezzo dei Vigili del Fuoco, con una sorta di ringraziamento alle Forze dell’Ordine.

Il Pm Donato Greco, responsabile delle indagini preliminari, ha raccolto i rilievi dei soccorritori, le testimonianze dei residenti della zona e richiesto una consulenza tecnica all’ingegner Giovanni Santoro, riuscendo così a ricostruire con precisione quanto accaduto quella sera. A causare l’incidente furono la velocità di 93km/h tenuta da A.M. in una zona in cui il limite era di 50km/h, le condizioni di usura dei battistrada delle gomme anteriori e la grave alterazione alcolemica del conducente.

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