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Odori molesti, niente risarcimento alla Geiger di Agnosine

Il Consiglio di Stato ribalta la precedente sentenza del Tar e nega il risarcimento cdi 2 mln di euro chiesto dall'azienda di smaltimento rifiuti alla provincia di Brescia.

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(red.) Accolto dal Consiglio di Stato l’appello della Provincia di Brescia contro la Geiger Italia di Agnosine, azienda finita al centro di una controversia legata alle molestie olfattive.

Era il 2019 quando un esposto dei cittadini alla Forestale e una relazione di Arpa segnalarono al Broletto la situazione dei cattivi odori prodotti dall’impianto di miscelazione ed inertizzazione rifiuti in località Fondi.

La Provincia inviò una diffida all’azienda valsabbina affinchè completasse l’adeguamento degli impianti, sospendendo per 60 giorni l’Aia (autorizzazione integrata ambientale).

Immediato il ricorso dell’azienda al Tar nel quale veniva contestata al Broletto “l’illegittimità della revoca”, chiedendo un risarcimento danni pari a due milioni di euro perchè, secondo la Geiger, la Provincia di Brescia avrebbe mancato di eseguire “un’adeguata attività istruttoria” che provasse il nesso di causalità tra cattivi odori e l’impianto di Forni.

Il tribunale amministrativo aveva dato ragione all’impianto, ma ora la situazione si è ribaltata poichè, secondo i giudici del Consiglio di Stato, le violazioni sono state invece accertate da Arpa che “ha riscontrato degli inadempimenti alle prescrizioni dell’Aia”  e, invece, per quanto riguarda i cattivi odori, questi erano già stati segnalati nel 2018  sia dai Forestali sia dal direttore della Geiger.

Nel frattempo, però, ad aprile, la questione delle molestie olfattive si era già conclusa, come riferito dalle relazioni tecniche di Arpa e dalla chiusura del provvedimento di diffida da parte del Broletto.

La sentenza del Consiglio di Stato nega dunque il risarcimento chiesto dalla Geiger, la quale è stata altresì condannata al pagamento delle spese di giudizio.

 

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