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Aci, il Tar “boccia” anche Belussi

Ritenuto ineleggibile il candidato di "Rinnovo nella Tradizione". Insufficiente il numero di firme a sostegno della sua candidatura.

(red.) Gianpietro Belussi, candidato nella lista “Rinnovo nella Tradizione” alle elezioni dello scorso 28 maggio all’Aci Brescia, è ineleggibile.
Così ha stabilito il Tar di Brescia, esprimendosi sul ricorso presentato contro la decisione dell’ex commissario dell’ente di via Ferrari, Matteo Piantedosi, il quale aveva respinto la sua candidatura per insufficinete numero di firme a sostegno.
Secondo i giudici di via Zima, che solo un paio di giorni fa avevano accolto la richiesta di riconteggio voti su istanza presentata dalla “lista Camozzi”, Belussi avrebbe presentato il suo nominativo senza che vi fossero le firme necessarie all’accoglimento della propria candidatura come consigliere.
Piantedosi ne aveva ritenute valide 96, mentre il minimo richiesto era di 100. Belussi si era dunque rivolto al Tar che, in prima istanza, lo aveva provvisoriamente riammesso alla competzione elettorale ma riservandosi nel merito. E la decisione finale è arrivata mercoledì 16 luglio .
Nella motivazione è fatto riferimento all’articolo 41 dello statuto dell’Aci, secondo cui non sono valide le sottoscriizoni di coloro che, alla data del 31 dicembre 2013, non avevano rinnovato la tessera di socio, facendolo solo al 14 gennaio. Non vale, dunque, secondo via Ferrari, la retroattività dell’iscrizione all’ente.
Chi si è iscritto dopo il 13 gennaio, data di indizione delle elezioni, non poteva dunque sostenere il candidato, scrivono i giudici, «per l’evidente ragione che si tratta di un soggetto non iscritto in tempo utile per partecipare all’assemblea relativa, in cui si vota il candidato».
Vi sono poi due firme per le quali non era stata rispettata «la formalità di indicazione del numero di tessera».
Per effetto della sentenza, dunque, Belussi decade e, al suo posto, viene eletto Adriano Baffelli di “Aci per Passione” che, comunque, deve attendere una comunicazione ufficiale di nomina dal Consiglio dell’ente.
Belussi, in ogni caso, potrebbe ancora decidere di ricorrere in Consiglio di Stato.

 

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