Aggredì collega nel sonno, sconto di pena

Domenico Cappellini, 57 anni, nell'ottobre 2012 ferì a colpi di pietra Noemi Biancofiore. In appello derubricato il reato: da tentato omicidio a lesioni.

(red.) Aggredì la collega nel sonno, entrando nell’abitazione della donna e ferendola gravemente a colpi di pietra.
Per quell’atto di violenza, Domenico Cappellini, 57enne netturbino del paese camuno, è stato condannato in primo grado a sei anni di reclusione.
Secondo l’ipotesi accusatoria sfociata nella condanna, Cappellini, quella notte, si sarebbe introdotto dell’abitazione della 62enne Noemi Belfiore Mondoni – come lui, dipendente comunale di Cerveno – e avrebbe ripetutamente colpito la donna alla testa con un sasso.
Nonostante il ricovero in ospedale della vittima sia durato solo qualche giorno, la donna avrebbe rischiato di perdere la vita in seguito alle aggressioni subite.
Cappellini, difeso dagli avvocati Luigi Frattini e Mario Nobili, ha sempre negato la sua colpevolezza. Per l’operatore ecologico del paese bresciano, il pubblico ministero Silvia Bonardi aveva chiesto una reclusione di sei anni e quattro mesi.
Anche dopo l’arresto il 57enne ha sempre negato qualsiasi responsabilità. Ora la sentenza di appello ha stabilito che l’uomo, per effetto della derubricazione del reato, sia colpevole di lesioni e non di tentato omicidio. Lo stradino è stato così condannato, in secondo grado, a 3 anni e 4 mesi di reclusione e al pagamento di una provvisionale per danni pari a 30mila euro, 10mila in meno rispetto alla precedente sentenza. Accolta dunque la tesi difensiva dei legali di Cappellini, secondo cui, se il netturbino avesse voluto uccidere la donna, avrebbe utilizzato un’altra arma e non quella recuperata nei pressi dell’abitaizone della collega.
Cappellini ha già scontato 18 mesi: otto in carcere, il resto ai domiciliari. Resta da vedere se, una volta conosciute le motivazioni della sentenza di appello, il collegio difensivo deciderà il ricorso in Cassazione.

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