Ono, Iacovone condannato per stalking

Due anni e 4 mesi per atti persecutori contro l'ex moglie al 40enne, in carcere con l'accusa di avere ucciso, lo scorso 16 luglio, i figlioletti Andrea e Davide.

(red.) Due anni e quattro mesi per stalking (pena patteggiata).
Pasquale Iacovone, l’uomo che, il 16 luglio 2013, a Ono San Pietro, nel Bresciano, ha ucciso  i figlioletti Davide e Andrea
, è stato condannato per atti persecutori nei confronti dell’ex moglie Erika Patti.
Iacovone, attualmente in carcere ad Opera, nel Milanese, dopo una lunghissima degenza in ospedale a Padova, a seguito delle ustioni riportate nel rogo appiccato alla sua abitazione, dopo l’uccisione dei bambini, di 9 e 11 anni, deve ancora andare a giudizio per l’omicidio di piccoli.
Il 40enne ha raccontato al giudice di non ricordare gli eventi dell’incendio. Ha spiegato di aver un buco di memoria, che va dalla buonanotte data ai figlioletti, fino all’arrivo dei soccorsi. I tristi eventi che portarono alla morte dei due bambini, invece, sarebbero coperti da una fitta nebbia.
La coppia era separata da quattro anni ma l’uomo non si era mai rassegnato al divorzio. Da tre anni il 40enne era in affitto nell’appartamento andato in fiamme, situato al pian terreno di una palazzina di tre piani nella cittadina camuna, all’interno del quale sono stati trovati i resti di una tanica di benzina posta proprio accanto alla bombola dell’impianto per il metano in prossimità della camera in cui sono stati recuperati i poveri corpi devastati dal fuoco e carbonizzati.

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