Brescia ‘sdogana’ il gioco d’azzardo on line

Assoluzione piena dal Tribunale per l'installazione del PdC di un tavolo per il poker 'virtuale' multipostazione e da collegare con il concessionario.

(red.) Fa molto discutere la sentenza del Tribunale di Brescia con cui è stato assolto, con formula piena, il titolare di un Punto di commercializzazione (Pdc) e un intermediario per la raccolta del gioco su internet.
I due imprenditori erano stati rinviati a giudizio per l’installazione di un tavolo da poker online multipostazione, collegato ad un concessionario AAMS.  Il legale difensore, l’avvocato Marco Ripamontiè riuscito ad ottenere il dissequestro dell’apparecchio.
Per i giudici lombardi “il fatto non costituisce reato” e si sono riservati 60 giorni per la pubblicazione delle motivazioni.
Il titolare del Punto di commercializzazione e l’intermediario erano stati rinviati a giudizio ex articolo 4 (1 e 4 quater com.) della legge 401/89 che punisce la raccolta abusiva (o difforme dalle previsioni di legge), secondo quanto pubblicato da Jamma.
L’avvocato Ripamonti, nella sua arringa difensiva, ha fatto appello alla Sentenza della Corte di Cassazione di maggio 2013 sui punti di commercializzazione e sul ruolo degli intermediari. Bisognerà attendere le motivazioni del Tribunale di Brescia per comprendere la portata della sentenza per il futuro.
Nel 2010 i Monopoli di Stato avevano emanato una circolare che non consentiva più l’installazione dei tavoli da poker multimediali. Successive sentenze però avevano disconosciuto efficacia normativa di tale circolare, non essendo stata approvata dalla Corte dei Conti e dal Consiglio di Stato.

 

 

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