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Uccise un giovane rom, condannato a 12 anni

Questa la condanna per Luciano Manca, il 51enne che nell’ottobre scorso uccise il nomade 18enne Ionut Iamantida. Lo fece per vendicare la morte della figlia per overdose.

(red.) L’accusa aveva chiesto diciotto anni di reclusione. Invece Luciano Manca, il 51enne che nell’ottobre scorso uccise il nomade 18enne Ionut Iamantida a Calcinatello (Brescia), ne dovrà scontare 12, più tre di libertà vigilata. È stata anche fissata una provvisionale di 150 mila euro.
Così ha deciso il giudice dell’udienza preliminare Ciro Iacomino, durante il processo con rito abbreviato, concedendo le attenuanti generiche e applicando lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato.
Manca uccise per vendicare
la morte per overdose, avvenuta il mese prima, della figlia Francesca, 26 anni, che acquistava la droga proprio nel campo nomadi del Bresciano. Durante gli interrogatori dopo l’arresto, però, disse che le sue intenzioni erano solo quelle di intimidire e non di uccidere il giovane rom.

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