Bagnolo, il Tar: “E’ luogo di culto abusivo”

Rigettato il ricorso dell'Associazione Amici immigrato Mohajir che si opponeva all'ordinanza comunale che imponeva il ripristino della destinazione d'uso dei locali.

(red.) A Brescia è stata decretata dal Tar l’inagibilità dello stabile in via Milano, sede dell’Associazione Centro Islamico Minhaj Ul Quaran che aveva fatto ricorso al tribunale amministrativo contro l’ordinanza comunale, e a Bagnolo Mella i giudici ne hanno rigettato un altro avente come oggetto sempre un centro culturale islamico, l’associazione Amici immigrato Mohajir,  che era ricorsa contro l’ordinanza di ripristino d’uso commerciale dell’amministrazione comunale.
Per i giudici di via Zima, dunque, si tratterebbe di un luogo di culto “mascherato” all’interno di un locale adibito a uso commerciale.
Per la Giunta guidata da Cristina Almici i locali erano stati abusivamente trasformati in moschea e così è anche secondo il Tar, al quale l´associazione marocchina si era rivolta per ottenere l´annullamento di quell´ordinanza.
Di fronte alle prove presentate dal comune il tribunale ha respinto l’istanza dei ricorrenti: nei locali, secondo i giudici, è stato realizzato un vero e proprio luogo di culto. A provarlo ci sarebbe l’afflusso contemporaneo di persone alla stessa ora per pratiche religiose, e l’edifico, preso in locazione dal comune, sarebbe stato utilizzato come “schermo per realizzare comunque un luogo di culto in spregio alle norme urbanistiche”, scrivono i giudici.
Accertamenti e sopralluoghi della Polizia Locale, su segnalazione dei cittadini hanno poi fornito il corredo fotografico per provare quanto sostenuto nell’ordinanza.
Oltre al rigetto del ricorso l’associazione islamica è stata condannata al pagamento delle spese processuali, oltre 2500 euro, ed al ripristino della destinazione d’uso dell’ex negozio.

 

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