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Polizia Provinciale, assolti 10 agenti

Erano accusati, a vario titolo, di peculato e truffa. L'indagine aveva preso il via da alcune irregolarità contestate dalla Corte dei Conti sull'utilizzo delle auto di servizio.

(red.) Assoldi dopo sette anni dall’avvio del procedimento giudiziario. Si è così conclusa la vicenda che ha coinvolto dieci agenti della Polizia provinciale imputati a vario titolo per peculato e truffa.
Giovedì sono stati prosciolti dalle accuse “perché il fatto non sussiste”, senza la formula dubitativa richiesta invece dal sostituto procuratore Federico Bisceglia.
Nell’inchiesta che risale al 2005 vennero indagati l’ex comandante Giulio Honorati, il comandante della sezione di Polizia stradale Lorenzo Mastrangelo e un altro agente chiamati a rispondere di presunte irregolarità nell’utilizzo delle vetture di servizio e di rimborsi spese.
L’indagine prese il via su input dell’ente Provincia sollecitato da alcune richieste di chiarimento da parte della Corte dei Conti. La Procura ipotizzò l’uso improprio delle vetture (peculato), ma anche pagamenti indebiti sulla base di pezze giustificative alterate.
I tre agenti avrebbero utilizzato una Punto, una Panda e una Hyundai Tucson anche quando erano fuori servizio, facendo rifornimento a carico del Broletto. Un utilizzo illecito che, secondo l’accusa, era avallato dallo stesso ex comandante Honorati e che in tutto era stato calcolato in un valore di 100mila euro.
Non solo auto di servizio e rimborsi carburante, ma anche alcune migliaia di euro di indennità pagate per il progetto “Sicurezza 2005” vennero contestate agli agenti.
Honorati scelse il rito abbreviato e venne condannato in primo grado a sei mesi e quindi assolto in appello, mentre il comandante della sezione di Polizia stradale Lorenzo Mastrangelo fu condannato a 2 anni e 2 mesi in primo grado, quindi, in Appello, l’accusa venne riformulata in abuso d’ufficio con una condanna a 8 mesi (pena sospesa). I difensori degli altri imputati accusati di peculato hanno evidenziato come gli indagati eseguissero delle direttive superiori e non avessero agito motu proprio.

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