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Attivisti perquisiti, il Riesame: “Immotivato”

Accolte le tesi dei membri di Kollettivo studenti in lotta, Magazzino 47 e Sinistra critica: "La questura di Brescia sta conducendo una campagna persecutoria".

(red.) Il tribunale del Riesame di Brescia ha giudicato immotivate le perquisizioni effettuate dalla questura nelle case, posti di lavoro, autovetture, di cinque attivisti del Kollettivo studenti in lotta, Magazzino47 e Sinistra critica.
Immotivato anche il sequestro di computer, macchine fotografiche, videocamere, chiavette usb, volantini, adesivi e pompe per biciclette, di cui è stata quindi disposta la restituzione immediata. “Sono state accolte”, spiega una nota, “le tesi degli attivisti, che hanno denunciato l’assurdità del collegamento tra manifestazioni pubbliche, occupazioni dimostrative di edifici abbandonati, esposizione di striscioni su edifici pubblici con la preparazione di iniziative armate contro il governo.
Secondo Sinistra critica “la questura di Brescia, con l’avallo di qualche sostituto procuratore, sta conducendo una campagna persecutoria e di intimidazione pesante contro l’area politica e sociale che rappresenta la vera opposizione al potere economico-finanziario e politico che domina Brescia e l’Italia. Lo stesso meschino intento che ha portato questa mattina a decine di fermi e perquisizioni in tutta Italia contro attivisti del movimento No Tav”.
“A Brescia”, prosegue la nota, “non si perseguono i razzisti che si annidano nelle istituzioni, i padroni che sfruttano e truffano i migranti, gli evasori fiscali, le banche che fanno grandi speculazioni. Dalla lotta della Gru in poi invece sono state sporte centinaia di denunce contro un’area politico-sociale che ha condotto le lotte per i diritti di tutti, le lotte per la difesa degli spazi sociali,  le lotte contro la controriforma della scuola, contro i tagli dei servizi sociali e sanità , contro le privatizzazioni innanzitutto dell’acqua, le lotte per la difesa dell’ambiente dagli assalti delle amministrazioni corrotte da capitalisti affamati di profitti a tutti i costi. In Italia esistono ancora minime garanzie democratiche e spazi di agibilità politica, conquistati dalle lotte dei lavoratori e studenti”.

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