Quantcast

Macogna, le ruspe possono scavare

Il Consiglio di Stato 'boccia' i comuni di Cazzago e Rovato per non aver presentato le osservazioni al nuovo Piano cave provinciale. Accolto dunque il ricorso dei cavatori.

(red.) Sentenze del Tar ribaltate e ruspe che possono iniziare gli scavi alla cava Macogna.
I giudici del Consiglio di Stato, martedì, hanno infatti accolto il ricorso dei cavatori che chiedevano di poter effettuare le operazioni all’interno dell’ambito territoriale numero 9 (località Macogna) così come stabilito nel nuovo Piano cave.
Ribaltate quindi dalla Consulta le istanze a suo tempo presentate ed accolte dal Tar di Brescia dalle amministrazioni di Cazzago San Martino e Rovato i cui territori insistono sull’area interessata.
Questo perché i due comuni, hanno stabilito i giudici, avrebbero potuto presentare le proprie obiezioni ed osservazioni al nuovo Piano cave provinciale, che sarebbero state sicuramente recepite dal Pirellone.
Così non hanno fatto e quindi le imprese possono riprendere l’attività di escavazione.
Non solo, il comune di Cazzago è stato condannato al pagamento delle spese processuali per 16mila euro e quello di Rovato nella misura di 12 mila ai contraenti (Provincia di Brescia, Regione e cavatori: Cave Nord, Bettoni e Cave San Polo).

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.