Richiami vivi, nuovo stop dal Tar

Il Tribunale amministrativo ha accolto l'istanza cautelare della Lac (Lega per l’abolizione della caccia), "congelando" la delibera della Provincia di Brescia.

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(red.) Il Tar, nella giornata di giovedì, ha accolto l’istanza cautelare della Lac (Lega per l’abolizione della caccia) confermando il decreto monocratico dello scorso 27 ottobre con cui aveva sospeso l’efficacia della delibera della Giunta Provinciale di Brescia n. 384 del 30 settembre scorso, che autorizzava l’apertura di impianti di cattura di richiami vivi per rifornire chi pratica la caccia da appostamento.
La Lac, patrocinata dall’avvocato milanese Claudio Linzola, aveva impugnato la delibera provinciale riguardante la prevista cattura di 19.612 esemplari delle specie: allodola, tordo bottaccio, tordo sassello, merlo e cesena, presso un totale di 25 impianti di cattura (ne erano stati attivati effettivamente 18).
Al momento non sono note le motivazione alla base del nuovo provvedimento, ma verosimilmente sono legate alla necessità di rendere concretamente equilibrate le catture e l’accertamento del reale fabbisogno di richiami.
La Lac ricorda infatti che la direttiva comunitaria ammetterebbe solamente “lo sfruttamento giudizioso di piccole quantità di animali, in condizioni rigidamente controllate, e in mancanza di alternative”.
“Nulla a che vedere”, sostiene la Lac, “ con lo scempio naturalistico e col saccheggio di migratori che avviene nei roccoli con la benedizione della Provincia, e che la Lac segnalerà nuovamente alla Commissione UE per le relative procedure di infrazione”.

 

 

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