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Azzano Mella, “addio” al polo logistico

Accolti dal Tar i ricorsi presentati dalle amministrazioni azzanese, da quella di Capriano, Dello, Parco del Monte Netto e Legambiente. Uno stralcio inviato alla Procura.

(red.) Addio al polo logistico di Azzano Mella. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, sezione staccata di Brescia, ha accolto i ricorsi presentati contro la costruzione della piattaforma da 500mila metri quadrati di cemento, dei comuni di Capriano del Colle, di Dello, del Parco del Monte Netto e di Legambiente, e annullato le autorizzazioni del comune azzanese che avevano dato il via libera all’ intervento urbanistico.
La sentenza del Tar è arrivata a un mese dall’udienza conclusiva. Per opporsi alla decisione dei giudici di via Zima, Sa.fer, comune di Azzano e Provincia di Brescia potranno eventualmente ricorrere al Consiglio di Stato.
Il Tribunale ha condannato inoltre “al pagamento delle spese di lite in favore delle controparti” (9mila euro) per ciascuno dei comuni ricorrenti e “per l’interveniente Legambiente” (3mila euro).
Non solo, gli atti del processo sono stati trasmessi, corredati di copia del ricorso principale del comune di Dello, “alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia per l’esercizio delle valutazioni di propria esclusiva competenza sul comportamento dell’architetto Mauro Salvadori e la sua riconducibilità alla norma dell’art. 323 c.p. (per quanto esposto nel punto VII della motivazione in diritto, pagine 25-28 di questa sentenza)”. Tradotto significa che alla procura di Brescia ora spetta valutare se sussista, o meno, il reato di abuso d’ufficio per l’architetto Salvadori, consulente del comune di Azzano Mella, ma anche tecnico progettista del polo.
Affossato dunque un progetto che avrebbe mutato definitivamente l’assetto urbanistico di Azzano Mella, secondo il giudizio del Tar, “incidendo in modo sensibile sulla qualità della vita che il Comune era tenuto a garantire alle generazioni future” e con ripercussioni anche sui paesi limitrofi e sul Parco del Monte Netto.
A determinare la ‘sonora sconfitta’ del polo logistico la mancata presentazione della Vas (Valutazione ambientale strategica) e  della Valutazione di impatto ambientale (Via) nella procedura di variante per gli insediamenti produttivi.
Respinto anche il ricorso alla variante semplificata per gli insediamenti produttivi, perché, secondo i giudici di via Zima essa “non è in alcun modo diretta ad agevolare la concretizzazione di attività economiche presenti nell´area”.

 

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