Libri scolastici, la spesa sale: tetti più alti e rincari per le famiglie

I prezzi dei testi aumentano in media del 2,3%, ma il conto può crescere molto di più. L’Unione Nazionale Consumatori contesta l’aumento della tolleranza sui tetti di spesa dal 15 al 20%.

Brescia. Il ritorno sui banchi di scuola porta con sé anche una stangata anche per le famiglie bresciane.
I prezzi dei libri scolastici per l’anno 2026/2027 sono aumentati mediamente del 2,3% rispetto all’anno precedente, ma secondo l’Unione Nazionale Consumatori è soprattutto la spesa complessiva sostenuta dalle famiglie a destare preoccupazione.
A incidere, denuncia l’associazione, è anche l’aumento della soglia entro la quale le scuole possono superare i tetti ministeriali. Per il nuovo anno scolastico la possibilità di sforamento è stata portata dal 15 al 20%. Considerando anche l’adeguamento legato all’inflazione programmata, fissata all’1,5%, l’incremento potenziale complessivo arriva al 5,85% rispetto ai valori di riferimento dello scorso anno.
Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, si tratta di un ulteriore margine concesso alle scuole che rischia di tradursi in maggiori costi per le famiglie. L’associazione sottolinea tuttavia che sono poche le scuole ad avere sfruttato integralmente la possibilità di arrivare alla soglia massima.
Il problema, però, non riguarda soltanto i libri obbligatori. A pesare sul conto finale sono anche i testi indicati come “consigliati”, formalmente facoltativi ma spesso ritenuti necessari dalle famiglie per affrontare il percorso scolastico. È proprio attraverso questa voce, sostiene l’Unione Nazionale Consumatori, che in alcuni casi la spesa può superare abbondantemente i limiti previsti.
L’associazione porta alcuni esempi riferiti a istituti scolastici di una provincia lombarda. In una terza liceo scientifico, i libri obbligatori passano da 335,94 euro dell’anno scolastico 2025/2026 a 351,21 euro per il 2026/2027, con un aumento del 4,55%. Considerando anche i testi consigliati, però, la spesa sale da 462,74 a 508,11 euro, con un incremento del 9,8%.
Il confronto con il tetto ministeriale rende ancora più evidente la differenza. Per la terza classe del liceo scientifico il limite ordinario è fissato a 331 euro, che con la tolleranza del 20% può arrivare a 397,20 euro. Nel caso preso in esame dall’Unc, includendo i testi consigliati, la spesa complessiva raggiunge invece 508,11 euro, pari a oltre il 50% in più rispetto al tetto originario.
Ancora più marcato il caso di una prima liceo classico. La spesa per i testi obbligatori ammonta a 342,50 euro, quindi al di sotto del tetto ordinario di 346 euro. Con l’aggiunta dei libri consigliati, tuttavia, il conto arriva a 747,65 euro, superando dell’80% anche il limite maggiorato del 20%.
Sul fronte dei tetti, il valore massimo per una terza del liceo scientifico può arrivare quest’anno a 397,20 euro, rispetto ai 331 euro previsti originariamente: un margine aggiuntivo di 66,20 euro. Per il terzo anno del liceo classico si passa invece da 395 a 474 euro, con una differenza di 79 euro.
L’aumento dei tetti non va comunque confuso con l’aumento dei prezzi dei libri. Secondo i dati elaborati dall’Unione Nazionale Consumatori, nella scuola secondaria di primo e secondo grado il rincaro medio dei testi è del 2,3%, sostanzialmente in linea con il +2,4% registrato lo scorso anno. Nella scuola primaria l’incremento è invece dell’1,5%, in quanto i prezzi di copertina sono stabiliti attraverso decreto.
Esistono inoltre riduzioni dei tetti per alcune modalità di adozione digitale: il limite può diminuire del 10% per i testi in versione cartacea e digitale accompagnati da contenuti integrativi e del 30% nel caso della versione digitale con contenuti digitali integrativi.
Per l’Unione Nazionale Consumatori, tuttavia, il nodo resta quello del progressivo ampliamento della possibilità di superare i tetti. L’associazione ricorda che la soglia era stata portata dal 10 al 15% già lo scorso anno e che nel 2026/2027 è salita ulteriormente al 20%.
A questo si aggiunge, secondo l’Unc, la questione degli sconti sui libri scolastici. La normativa limita al 15% lo sconto massimo sul prezzo di copertina, mentre i testi scolastici non sono detraibili fiscalmente. L’associazione chiede da tempo una modifica delle regole, sostenendo che il sostegno agli operatori del settore non dovrebbe ricadere direttamente sulle famiglie.
Anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ricorda l’Unc, ha evidenziato il peso della limitazione degli sconti sui libri di testo e la possibilità di ricorrere a strumenti alternativi di sostegno pubblico all’editoria scolastica e alla distribuzione.
Il risultato, secondo l’associazione dei consumatori, è che a fronte di rincari dei singoli libri relativamente contenuti, il conto finale per molte famiglie può crescere sensibilmente, soprattutto quando ai testi obbligatori si aggiungono quelli indicati come consigliati.

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