Quantcast

Montichiari, al Don Milani un dipinto per chiedere la pace

Gli studenti del quinto anno hanno realizzato un'opera in cui risemantizzano il 'Quarto Stato' di Pelizza da Volpedo in chiave attuale, riferendolo al conflitto tra Russia e Ucraina.

(red.) Da qualche giorno campeggia all’ingresso dell’Istituto statale Don Milani a Montichiari (Brescia) un grande dipinto su lenzuolo, che risemantizza il “Quarto Stato” in chiave nonviolenta.
“Il 24 febbraio ci siamo svegliati storditi dalla notizia dell’’invasione russa dell’Ucraina da parte della Russia” raccontano gli studenti del quinto anno del Liceo economico-sociale, Anna Biolchi,Sofia Corsini, Franka Frroku, Hiba Khalid, Irene Rosa, Joao Victor Severo de Oliveira, Jessica Venturelli e Cristina Zuanon, autori dell’opera.
“Da quel momento in avanti la situazione è andata aggravandosi e peggiorando con un’espansione delle zone teatro di guerra, il coinvolgimento dei civili costretti precipitosamente alla fuga e scene di violenza che non pensavamo più possibili”.
“La dirigente della nostra scuola ci ha subito invitato ad approfondire la conoscenza della situazione, a mobilitarci per la pace e a realizzare elaborati, nelle forme e nei modi prediletti, per incitare alla pace e rifiutare decisamente la guerra” spiegano.

“E così – sottolineano – mentre realizzavamo dei cartelloni, una compagna ha avuto l’idea di riprendere un’opera d’arte notissima, con un valore storico e simbolico già consolidato, e rappresentarla su un lenzuolo modernizzandola introducendovi la bandiera della pace. Dopo aver ragionato su qualche opzione, abbiamo scelto il ‘Quarto Stato’ di Pelizza da Volpedo: il
popolo, cosciente della sua identità, si unisce e avanza verso il futuro impegnandosi per i propri ideali e per vedere realizzati i propri diritti”. “Abbiamo modificato il quadro inserendo centralmente la bandiera della pace per evidenziare che questa è la prospettiva di noi giovani e abbiamo messo in risalto i colori dell’arcobaleno lasciando in bianco e nero tutto il resto”. “Abbiamo infine scelto di inserire il motto ‘I care’ molto amato da don Lorenzo Milani. Significa “mi importa”, per far capire che anche se la guerra coinvolge Paesi diversi dal nostro, ci sentiamo in dovere di intervenire attivandoci come cittadini”.
Il progetto è stato realizzato in diversi pomeriggi di lavoro e poi ultimato in classe con il supporto delle docenti di Italiano Laura Butti e di Storia dell’Arte, la nota pittrice Maria Gioia Casagrande.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.