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I presidi in protesta: “Sovraccaricati di burocrazia che non ci compete”

Un gruppo di dirigenti (42) ha disertato la Conferenza dei servizi con i rappresentanti di Ats Brescia per manifestare il proprio disagio di fronte alle criticità di gestione dei casi di positività nelle scuole.

(red.) Sono stanchi i presidi bresciani: la situazione degli istituti scolastici, a due anni dall’inizio della pandemia, è complessa, a tratti caotica e la mole di lavoro burocratico, anche sanitario, che gli uffici dirigenziali delle scuole devono affrontare, insostenibile.
In una lettera, 42 dirigenti scolastici mettono nero su bianco le quotidiane difficoltà del proprio ruolo, spiegando i motivi che stanno alla base della loro assenza alla Conferenza dei servizi con i rappresentanti dell’Azienda di tutela della salute. Ecco il testo della missiva sottoscritta dai presidi.

«Un nutrito gruppo di Dirigenti Scolastici, a­ttraverso la simbolica azione di assenza a questa Conferenza di Servizio, ritiene di manifestare la propria non condivisione dell’a­ttuale modalità di gestione dei casi di positività. Ribadendo la totale disponibilità alla collaborazione, con senso di responsabilità, i Ds chiedono ad Ats e a Regione Lombardia di mett­ere a punto dispositivi che perme­ano ad Ats-«Igiene Pubblica» e Ats-«Scuola-Covid» di dialogare direttamente senza mediazione delle comunicazioni da parte delle scuole. L’evidente allungamento del flusso informativo genera troppe criticità: confusione, possibilità di errore, trasmissione e tra­ttamento di dati sensibili da parte di terzi, sovraccarico del lavoro dei Ds e delle segreterie delle scuole, assunzione da parte della scuola di responsabilità sociali che possono att­enere solo all’area sanitaria, scarso e rallentato controllo da parte di Ats-«Scuola-Covid» della situazione generale. Successivamente ritengono necessario che venga messo a punto un sistema informativo che perme­a un flusso di informazioni che partano da Ats e giungano alle Scuole (il sistema att­ualmente non lo consente e Ats raggiunge le scuole solo att­raverso telefonate ai cellulari personali dei Dirigenti o dei referenti). In att­esa di veder ascoltate e accolte le richieste avanzate, rinnovano la propria disponibilità a presentare a Ats ed alla Regione Lombardia una de­ttagliata analisi delle criticità riversate sulla scuola».

Quarantadue presidi in protesta, gli altri molto preoccupati, non divisi sul contenuto ma sul metodo. Secondo la maggior parte dei dirigenti scolastici bresciani, il sistema di tracciamento nelle scuole non funziona, come non basta la comunicazione con Ats. Il loro è un po’ un grido di dolore, un po’ un serio allarme, un po’ la richiesta concreta di un canale Ats solo a loro dedicato per risolvere i mille disguidi quotidiani che incidono sulla vita della scuola, delle famiglie, dei lavoratori. Ieri mattina la preside del Comprensivo di Iseo, Chiara Emilguerri, in occasione dell’apertura della Conferenza dei servizi con i rappresentanti dell’Azienda di tutela della salute, ha letto un breve comunicato per spiegare l’assenza dei 42 colleghi alla riunione, «un’azione simbolica per dire che così non va; sono troppe le criticità, il sovraccarico di funzioni non proprie».

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