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Itis Castelli, docente senza Green pass rimandato a casa

E' l'unico (per ora) caso di insegnante che, non presentando nè la certificazione verde nè l'esito del tampone molecolare non è potuto entrare a scuola.

(red.) Lunedì 13 settembre primo giorno di scuola per 180mila studenti bresciani e per i loro docenti, quest’anno, per la prima volta, tutti (con rare eccezioni) in cattedra, grazie alle nuove immissioni in ruolo e ad una macchina burocratica che, seppur con qualche inceppamento, ha funzionato.

L’inizio dell’anno scolastico 2021/2022, ancora vincolato dalla pandemia da Covid 19, ha visto l’ingresso del Green Pass, la certificazione verde che tante polemiche e dubbi ha suscitato, ma che, di fatto, è entrata a regime anche negli istituti scolastici per tutto il personale (insegnanti e Ata).

In città, come riferisce Il Giornale di Brescia, si è verificato solo un caso di insegnante che si è presentato all’ Itis Castelli privo sia della carta verde sia del tampone che certificasse la negatività al virus. Il professore è stato rimandato a casa e, se non avrà effettuato almeno il tampone molecolare, tra cinque giorni, per lui, scatterà la sospensione (anche dello stipendio).

Nel resto delle scuole non si sono verificati problemi, nè criticità: da segnalare solo qualche lungaggine, inevitabile, per le verifiche del green pass con lettore ottico all’ingresso degli istituti.

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