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Green pass, a Brescia anche per mensa e servizi integrativi

L'"orientamento" del Governo Draghi è quello estendere l'obbligo del Green pass. Intanto la Loggia ha decretato l'obbligo per tutti i lavoratori del comparto scuola.

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(red.) Mentre il premier Mario Draghi ha annunciato che  “l’orientamento” del Governo è che l’uso del Green Pass “verrà esteso”, ma dovremo “decidere esattamente quali sono i settori e quali passi, faremo una cabina di regia come ha chiesto il senatore Salvini”, anche il Comune di Brescia, con l’assessore all’Istruzione Fabio Capra, ha ribadito la line guida della Loggia, ovvero che senza il certificato verde non sarà possibile entrare a scuola, un obbligo che si estende a tutto il personale, compreso “il servizio mensa, l’assistenza ai disabili, il pre-scuola e il dopo-scuola”.
Obbiettivo: iniziare la scuola in sicurezza. Così come pare sia l’andamento generale riscontrato nelle scuole bresciane all’avvio nel nuovo anno: chi non è stato vaccinato si è reso disponibile ad effettuare i tamponi di controllo ogni due giorni.

E per chi, invece, rifiuta di vaccinarsi?
Per i docenti non in regola con il Green pass l’ingresso a scuola rimane sbarrato. Lo ha stabilito il Tar del Lazio con due decreti nei quali ha respinto (giovedì 2 settembre) la richiesta di sospensiva di tutti i provvedimenti adottati dal Ministero dell’Istruzione con cui è stata stabilita la disciplina in materia di possesso di certificazione anti-covid del personale scolastico.

scolari studenti

In ordine “al diritto del personale scolastico a non vaccinarsi, in disparte la questione della dubbia configurazione come diritto alla salute, non ha valenza assoluta né può essere inteso come intangibile”.

Per il personale scolastico non in possesso del Green pass “l’automatica sospensione dal lavoro e dalla retribuzione e la mancata adibizione ad altre e diverse mansioni è correttamente e razionalmente giustificabile alla luce della tipicità delle mansioni, specie di quello docente”.

“Il diritto del personale scolastico a non vaccinarsi – scrivono i magistrati –
non ha valenza assoluta né può essere inteso come intangibile” e per questo la sospensione viene ritenuta “giustificabile”. Gli irriducibili anti-Green pass, dunque, dovranno rassegnarsi alle disposizioni del governo, compreso
il professore di Torino che ieri per il secondo giorno consecutivo è stato respinto dal preside e dai carabinieri.

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