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Coronavirus e scuola, in Lombardia screening su studenti e docenti superiori

Ieri l'ordinanza che fa slittare l'inizio in presenza a dopo il 24 gennaio. "Capire incidenza del virus sulle superiori".

(red.) Dopo l’annuncio, da ieri, venerdì 8 gennaio, in Lombardia c’è anche l’ordinanza (qui il testo) firmata dal governatore Attilio Fontana che fa slittare almeno a dopo il 24 gennaio la ripresa delle lezioni in presenza, fino al 50%, nelle scuole superiori, anche quelle bresciane. Le lezioni per le scuole secondarie di secondo grado in Lombardia saranno svolte con la didattica a distanza al 100% da lunedì 11 fino al 24 gennaio. Una decisione – si legge in una nota – susseguente alle valutazioni e alle risultanze di carattere sanitario, condivise dalla Regione con il Comitato Tecnico Scientifico della Lombardia.

Si garantisce comunque la possibilità per le istituzioni scolastiche e formative professionali di svolgere attività in presenza. Ciò qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. E il governatore Fontana non ha mancato di commentare la zona arancione in cui la regione sarà posta da lunedì 11 gennaio. “Ancora una volta voglio ribadire quanto sia necessario porre in essere, su scala nazionale, un modello che vada oltre a valutazioni ‘settimanali’ e comunque basate sul breve periodo.

Serve un sistema più consolidato – dice Fontana – che sia in grado di garantire certezze concrete in ogni ambito, sia produttivo, sia di carattere famigliare, come, a esempio, per l’attività scolastica. La semplice definizione dei colori e delle relative fasce, basata su valutazione che spesso cambiano con frequenza molto rapida va nella direzione opposta a quello che chiedono i cittadini e le imprese. E crea solo incertezze e danni economici rilevantissimi”. E sul fronte della scuola, il governatore ha annunciato che in Lombardia “partirà a breve una sperimentazione basata sullo screening di studenti e docenti delle scuole superiori per verificare concretamente l’incidenza del virus in questo ambito”.

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