Scuola, accordo raggiunto. Si torna il 14 settembre: tamponi e distanza foto

Niente plexiglass, ma distanziamento e orari diversi. Sulle mascherine gli esperti valuteranno solo l'1 settembre.

(red.) Tutti gli studenti italiani, quindi anche quelli bresciani, torneranno a scuola e a fare lezione in presenza a partire dal prossimo 14 settembre, ma le scuole riapriranno già l’1 per consentire agli stessi studenti di rientrare dai debiti e dalle situazioni di insufficienza derivanti da alcune discipline non superate durante quest’anno scolastico 2019-20. Sulla data, diventata ora ufficiale, è stato raggiunto un accordo ieri, venerdì 26 giugno, nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni. E al termine, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con la ministra all’Istruzione Lucia Azzolina hanno presentato le linee guida (qui il testo completo da 54 pagine) sulle modalità con cui si ritornerà in classe.

E la vera novità, visto che per diversi mesi, dalla fine di febbraio fino ai primi di giugno è stata presente solo la didattica a distanza, è che dal 14 settembre gli studenti potranno tornare a fare lezione in presenza e ovviamente in sicurezza. Abbandonata per il momento l’idea di piazzare delle barriere di plexiglass tra i ragazzi, resta confermato il distanziamento fisico di un metro tra gli alunni. Non solo, perché ci saranno anche ingressi e uscite scaglionati e lezioni a turni differenziati oltre che orari diversi, con la possibilità che in diverse zone d’Italia si vada a scuola anche il sabato mattina. Un altro tema in discussione è quello delle mascherine agli studenti tra i banchi, ma su questo fronte il Comitato tecnico scientifico, che ha suggerito al ministero dell’Istruzione come tornare a scuola, ha detto di voler prendere una decisione solo l’1 settembre.

Gli stessi esperti suggeriscono anche la necessità di tamponi a campione a livello nazionale da sottoporre agli studenti e ai docenti per capire la circolazione del virus e tornare in classe in sicurezza. In ogni caso, su questo fronte potrebbero essere raggiunti degli accordi a livello territoriale. Di certo non ci saranno classi affollate, ma i presidi si dicono freddi alla proposta di fare lezione anche nei cinema, teatri e musei come auspicato dalla ministra Azzolina. Piuttosto, propongono di sfruttare le risorse aggiuntive di un miliardo di euro annunciati ieri anche dal premier per recuperare edifici scolastici dismessi e prendere in affitto altri locali per un tempo più ridotto. Un altro elemento riguarda i docenti, che dovranno essere di un numero maggiore per consentire le nuove attività da settembre e per questo motivo sono state annunciate fino a 50 mila nuove assunzioni tra docenti e non solo, oltre alle sostituzioni di quanti saranno pensionati. Di fronte a queste linee guida, però, i sindacati hanno chiesto al Governo un protocollo preciso.

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