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Pranzo, meno sprechi nelle mense

I bambini di 25 scuole elementari di Brescia città gradiscono. Gli alimenti in esubero vanno alle associazioni. "Risposta" a Save The Children.

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Mensa(red.) Il Comune di Brescia lunedì 2 novembre ha voluto “rispondere” all’indagine di Save The Children che riporta come le mense delle scuole elementari della città siano tra le più costose d’Italia. In Loggia l’assessore alle Politiche sociali Felice Scalvini ha presentato i dati sul servizio eseguito nei mesi precedenti. Il questionario riguarda 5.800 bambini di venticinque scuole che frequentano le mense delle elementari e che si dicono soddisfatti. A contribuire all’indice di gradimento ci sono il tipo di piatti, gli spazi dove mangiare e in condizioni di pulizia e la presenza di diete speciali. Una politica che tende a ridurre anche gli sprechi, 12 mila chilogrammi in meno nel 2014.
Per esempio, in diverse mense, la frutta non mangiata a pranzo viene ripresa come merenda la mattina successiva. In più, dal 2003 la cooperativa Cauto riceve gli alimenti in esubero non consumati per darli alle associazioni bisognose. Per ridurre ulteriormente le eccedenze, si sta pensando anche di servire i piatti al momento. Una “risposta”, appunto a Save The Children che parlava dei costi del servizio mensa di Brescia più alto in Italia. “Stilare una classifica solo sulla base dei prezzi è riduttivo” ha detto l’assessore Scalvini.

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