La Regione taglia la “dote” alle pubbliche

Vista la riduzione di due terzi dei finanziamenti statali il Pirellone ha comunicato che manterrà gli aiuti solo alle paritarie. Intanto i genitori preparano la protesta.

(red.) I libri sono hanno sempre una parte cospicua delle spese per la scuola. Negli ultimi anni però, parte di questo peso era stato alleggerito dallo Stato e dalla Regione che si erano sobbarcate l’onere di pagare gran parte dei testi tramite la “dote scuola”, una somma destinata proprio a correre in soccorso delle famiglie per alleggerirle dei costi scolastici (oltre ai libri anche le mense, i costi di cancelleria, le gite, ecc.).
Ma i tagli sono stati una mannaia, e la scuola è stata la prima a pagarne le spese. Con i finanziamenti dello Stato alla Regione ridotti di due terzi, dal Pirellone hanno comunicato che la dote verrà notevolmente ritoccata al ribasso. In pratica sarà annullata o quasi, sussistendo solo per i casi più eccezionali.
«Quest’anno siamo passati da uno stanziamento di 20 milioni a cinque milioni -spiegano a Milano -. La Regione ha integrato, raddoppiando le somme sul sostegno al reddito, ma è stato obbligatorio fare delle scelte». Scelte che si sono concretizzate nell’attribuire il «buono scuola» soltanto alle famiglie degli studenti iscritti alle elementari, medie e superiori nelle scuole paritarie (escluse quindi tutte le statali) con un Isee (l’indicatore economico di reddito e patrimonio) inferiore a 38 mila euro. Una decisione che sta facendo infuriare i genitori e sta causando un crescente malumore. Solo pochi giorni fa un padre di famiglia, a Brescia, per protestare contro il provvedimento si era incatenato in piazza Repubblica.
Ora però la protesta sta cercando di saldare le azioni individuali per essere più forte e convincente sulle istituzioni. Su iniziativa della componente del Comitato Genitori della primaria «Torricella» nonché del Consiglio d’Istituto del liceo «De Andrè», un gruppo di genitori rappresentativo di molti istituti cittadini,  si è riunito per un primo confronto. E ha delineato una sua «agenda» concentrata appunto su tre tematiche. In primis sarà verificato se siano già stati presentati ricorsi riferiti alla Dote scuola al Tribunale amministrativo regionale o alla Corte costituzionale; in caso contrario l’idea è di procedere facendo leva sui principi costituzionali. Sarà attivata inoltre una petizione online di cui saranno presto forniti i dettagli, uno strumento finalizzato a sollecitare la revisione dei parametri della Dote scuola.

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