Concorsone, estratti quesiti e commissioni

Prova scritta per 88.610 candidati, per 11.542 cattedre. Per ogni classe di concorso realizzati 3 pacchetti da 3/4 domande. Profumo: 'Sorteggio pubblico a garanzia trasparenza'.

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(red.) Trasparenza e imparzialità garantite da un algoritmo. Il ministero dell’Istruzione ha deciso di affidare a un procedimento sistematico di calcolo le estrazioni dei quesiti per le prove scritte del concorso a cattedra (11.542 posti, 88.610 candidati dopo la scrematura della preselezione) e pure delle commissioni d’esame. Ha dato ‘solennità’ alla novità procedendo stamani ai sorteggi davanti alla stampa e affidando il ‘clic’ d’avvio al presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino.
L’operazione eè stata effettuata attraverso un Pc e resa visibile al pubblico presente attraverso una lavagna luminosa: da una girandola di palline colorate sono stati estratti quesiti e commissioni. Le prove per gli ”scritti” sono state costruite da un esperto per ogni disciplina all’interno di un ambiente protetto a cui solo lui poteva accedere.
Per ogni classe di concorso (20 in tutto) sono stati realizzati 3 pacchetti da 4 quesiti o da 3. I quesiti estratti, naturalmente, resteranno secretati fino al giorno dell’inizio della prova (gli scritti cominciano l’11 febbraio e andranno avanti fino al 21 dello stesso mese).
Il file del risultato dell’estrazione, opportunamente cifrato, è stato consegnato, subito dopo l’estrazione, al nucleo dei carabinieri del Miur che lo custodirà in vista della costruzione del plico telematico. E il plico telematico, procedura già utilizzata per la Maturità dello scorso anno, potrà essere aperto con la combinazione di 2 password. La prima (chiave individuale) verrà consegnata al responsabile di ciascuna scuola sede di esame. La seconda (chiave pubblica) verrà comunicata il giorno stesso della prova, 15 minuti prima dell’inizio.
Quanto alle commissioni il ministero passerà gli elenchi agli uffici scolastici regionali competenti. ”Prosegue con questa operazione”, ha spiegato il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, “il processo di modernizzazione e trasparenza del sistema dell’istruzione. Il Paese, già con il test di preselezione, ha dimostrato di essere pronto per questa novità. Si tratta di un processo ben progettato e ben gestito, uno strumento che potrebbe essere utilizzato anche in altri settori della Pubblica amministrazione”.
Nella prova di eelezione, la metà dei candidati bresciani non ha superato il test.

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